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Nel novarese arriva il camper contro il gioco d'azzardo patologico

L'iniziativa rientra nel progetto "Il tempo è denaro", a cui ha aderito l'Asl Novara. Obiettivo: prevenire e ridurre situazioni di dipendenza da gioco

Da lunedì 10 gennaio ha iniziato a girare all’esterno delle maggiori sale gioco del territorio dell’Asl Novara un camper che ha come obiettivo contrastare e prevenire il gioco d’azzardo patologico.

L'iniziativa fa parte del progetto "Il tempo è denaro": si tratta di una modalità innovativa al di fuori dei contesti formali di cura, per cogliere sul nascere gli elementi necessari per la costruzione di una motivazione al cambiamento, per accrescere la consapevolezza, promuovere azioni di gioco responsabile e favorire l’accesso al servizio per la cura del disturbo da gioco d’azzardo.

Il progetto "Il tempo è denaro", a cui aderisce l’Asl Novara e che è stato presentato in città martedì 11 gennaio, si inserisce nell’ambito delle iniziative volte a prevenire e ridurre situazioni di dipendenza da gioco, attraverso un intervento di prossimità dei contesti di gioco sul territorio piemontese. Adotta una metodologia basata su meccanismi contingency management (contrattazione delle eventualità) tramite la presenza di operatori adeguatamente formati e di una postazione mobile attrezzata ad "ambulatorio educativo" al di fuori dei principali luoghi di gioco. Viene offerta ai giocatori la possibilità di essere supportati a rispettare il proprio proposito di giocare, scambiando le ore dedicate al gioco con benefit concreti (ad esempio alimenti base o per "pasti speciali" con la famiglia, ticket per spettacoli da usufruire con i figli o con i coniugi e così via). I promotori del progetto sono: la Regione Piemonte, il dipartimento Patologia delle dipendenze S.C. Ser.D dell’Asl To3 e il dipartimento Patologia delle dipendenze Quadrante Nord Piemonte (Novara, Biella, Vercelli e Vco) dell’Asl Novara.

Sono previste inoltre azioni mirate, come interventi formativi nelle scuole, con il coinvolgimento degli insegnanti, affinché agiscano con i ragazzi, e la collaborazione delle associazioni di categoria e associazioni di familiari oltre che i gestori dei locali di gioco, per contrastare e ridurre i rischi da gioco d’azzardo.

"Gli interventi nei luoghi di gioco, uscendo al di fuori degli ambulatori di cura consentono di sensibilizzare l’utenza ai rischi del gioco d’azzardo, evitando la stigmatizzazione, mentre la vicinanza con gli operatori facilita l’aggancio e la successiva presa in carico delle situazioni problematiche - ha spiegato Caterina Raimondi referente dell'ambulatorio Gioco d’azzardo patologico dell’Asl Novara - E’ proprio poi la sinergia delle forze in campo a favorire l’attenzione nei confronti del giocatore, raggiunto 'là dove si trova' ed accolto nella totalità e normalità della sua esperienza di gioco".

"L’iniziativa promossa dall’Asl, con il pieno sostegno del Comune di Novara - ha commentato il sindaco di Novara Alessandro Canelli - rientra negli interventi finalizzati alla prevenzione, al contrasto e alla riduzione del rischio di dipendenza dal gioco d'azzardo patologico, entrando direttamente in contatto con il tessuto sociale, rafforzando, attraverso la sensibilizzazione, la cultura del gioco responsabile. Parallelamente, compito centrale del gruppo di lavoro che si occuperà della lotta alla ludopatia, è quello di recuperare quelle persone che ne sono affette dando allo stesso tempo supporto alle famiglie che, spesso, a causa di questo problema, vivono situazioni di oggettive difficoltà sia psicologiche che economiche".

"La ludopatia è un disturbo che può e deve essere trattato - ha aggiunto il direttore generale dell'Asl Angelo Penna - occorre intervenire fin dai primi segnali per evitare che si evolva in dipendenza, con conseguenti perdite economiche, peggioramento delle condizioni psico-fisiche della persona, difficoltà lavorative e, talvolta, con problemi con la giustizia. Purtroppo, spesso, il giocatore patologico rifiuta di ammettere l'evidenza e ignora l'invito di familiari e amici a intraprendere una terapia. Grazie a progetti come 'Il tempo è denaro' e a specialisti esperti, che intercettano il problema alla radice, oltre che alla collaborazione sul territorio delle amministrazioni comunali, delle forze dell’ordine, delle associazioni e dei giocatori stessi, è possibile superare e vincere la dipendenza".

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