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Giovedì, 2 Dicembre 2021
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Mancano medici di base, la Regione alza il numero massimo di pazienti per medico

Per sopperire alle carenza il Piemonte porta a 1.800 gli assistiti che ogni medico di base può accettare

Che manchino medici di base non è una novità: negli ultimi anni, a causa dei pensionamenti e delle mancate nuove aperture di studi, in tutta Italia moltissime persone hanno avuto difficoltà a trovare un medico di famiglia.

La Regione Piemonte ha deciso di sopperire alle carenze permettendo ai medici di avere più assistiti, così da poter "coprire" anche i pazienti dei colleghi che vanno in pensione. La Direzione Sanità della Regione Piemonte e le organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale hanno quindi raggiunto un accordo che consentirà dal medico di famiglia di acquisire in carico fino a 1.800 assistiti, in deroga provvisoria al tetto di 1.500 assistiti previsti dal contratto nazionale.

"Prendere in carico più pazienti – osserva l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi -, significa venire incontro alle necessità dell’assistito che si trova a fare i conti con la difficoltà di reperire un nuovo medico, quando il proprio va in pensione o cessa comunque l’attività. Un’emergenza nazionale che richiede soluzioni nazionali, ma che, intanto, il Piemonte sta affrontando con tutti i mezzi a disposizione, favorendo al massimo le condizioni di accesso al servizio di assistenza primaria, in attesa delle necessarie determinazioni nazionali".

Tra le altre misure previste dall’accordo il medico di famiglia potrà accettare anche i conviventi dell’assistito, mentre il massimale di assistiti per il medico iscritto al corso di formazione specifica, titolare di incarico temporaneo di assistenza primaria, viene innalzato da 500 a 650. Infine, è stato velocizzato l’iter di assegnazione dei medici nelle zone carenti, attingendo direttamente alla graduatoria, qualora il medico assegnatario non apra lo studio nei tempi previsti.

"Veniamo incontro all’urgente bisogno di non lasciare i cittadini senza medico – commentano i rappresentanti sindacali Roberto Venesia (Fimmg), Mauro Grosso Ciponte (Snami) e Antonio Barillà (Smi) -, rimuovendo incompatibilità e semplificando le procedure di presa in carico degli assistiti. La carenza di medici è un problema drammatico del nostro Paese, non abbiamo la possibilità di risolverlo a livello locale, ma le misure dell’accordo piemontese rappresentano comunque una salutare boccata d’ossigeno, in attesa di soluzioni più strutturali a livello nazionale".

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