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Carenza di medici, Novara tra le peggiori province in Italia per numero di pediatri

Terzo posto, in negativo, secondo l'analisi di Cittadinanzattiva. Carente anche la situazione di medici di base, ginecologi e cardiologi

Novara tra le peggiori città in Italia per quanto riguarda il numero di pediatri per bambino.

Lo dice l’analisi curata da Cittadinanzattiva, che ha utilizzato dati ufficiali forniti dal Ministero della Salute relativi al 2020 su pediatri di libera scelta, medici di medicina generale, ginecologi ospedalieri, cardiologi ospedalieri e farmacisti ospedalieri per ciascuna provincia italiana. L'analisi considera il numero di assistiti per provincia, in rapporto al numero di medici: Novara, e il Piemonte in generale, sono purtroppo tra i primi posti nella classifica.

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In particolare Novara è la terza provincia in Italia per numero di bambini per pediatra. Questo significa che ogni pediatra novarese dovrà assistere ben 1.370 bambini. Anche le altre province piemontesi non sono in una buona posizione: Asti, Vercelli, Cuneo, Torino e Alessandria sono tra le 10 peggiori in Italia.

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Novara comunque vince la maglia nera in Piemonte anche per il rapporto tra numero di pazienti e medici di medicina generale (1.384), mentre in generale il Piemonte, con le province di Alessandria, Asti, Cuneo, Novara, Torino, Vercelli, si piazza al primo posto, a pari merito con la Lombardia, tra le regioni peggiori per quanto riguarda la carenza di medici. 

"La sanità pubblica viene indebolita per facilitare la crescita del privato"

"Una situazione insostenibile e che porta inevitabilmente i cittadini a doversi rivolgere al privato, non rendendo effettivo uno dei principi fondanti del nostro paese: la sanità pubblica e l’eguale accesso al diritto alla salute" commenta il consigliere Domenico Rossi, vicepresidente della Commissione sanità in Regione. "Quando è stata approvata la legge sulla medicina di gruppo abbiamo chiesto di inserire anche i pediatri nel testo, ma la maggioranza decise di escluderli. Da anni, inoltre, presentiamo emendamenti al bilancio per aumentare il numero delle borse di studio regionali dedicate agli specializzandi, ma a destra preferiscono elargire mance a fini elettorali". 

Rossi aggiunge che "in questo quadro non aiutano le scelte dell’attuale governo che, di fatto, è tornato a definanziare il Sistema Sanitario Nazionale e, per ora, non intende mettere mano ai problemi strutturali della sanità". "Con la destra - conclude Rossi - la sanità pubblica viene indebolita per facilitare la crescita del privato. Ma così penalizziamo le fasce più deboli della popolazione e scarichiamo il peso sugli operatori sanitari". 

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