Venerdì, 25 Giugno 2021
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Allarme cimici asiatiche, al via la rete di monitoraggio per combatterle

Gli interventi sono iniziati all'inizio del 2020 e proseguono

Foto di repertorio

Cimici asiatiche, continua l’azione di monitoraggio del territorio, attivato nel 2018, per poterle combattere. L’operazionecoinvolge i tecnici di tutti i settori produttivi, in modo da conoscere in tempo reale la situazione relativa all’insediamento di H. halysnelle zone e sulle colture più soggette a danno e agli spostamenti sul territorio regionale. Questo al fine di concordare, con i tecnici della filiera, attraverso i coordinamenti settimanali (frutticolo, corilicolo e orticolo) tenuti da Agrion, strategie di difesa ecosostenibili ed efficaci nel contenere i danni alle produzioni agricole piemontesi.

La cimice asiatica Halyomorpha halys, divenuta ormai tristemente nota per gli ingenti danni causati a molte colture, che hanno messo in crisi intere filiere produttive, rappresenta una emergenza anche quest’anno. In particolare nell’annata 2019 ha causato perdite stimate sui 170 milioni di euro in Piemonte, e complessivamente superiori a 600-700 milioni di euro a livello nazionale. 

Oltre alla rete di monitoraggio, saranno poi proseguite tutte le attività volte a sperimentare e individuare tecniche innovative ed ecocompatibili per la difesa, quali tecniche di difesa passiva (barriere fisiche) e saggi in campo sull’efficacia di nuovi prodotti, fra cui i prodotti con effetto accessorio battericida, che nelle prove preliminari hanno fornito risultati promettenti.

In ultimo anche nella Regione sarà moltiplicato e rilasciato il parassitoide oofago Trissolcus japonicus, la ben nota vespa samurai, che a dispetto del nome è lungo meno di 1,5 mm, e che in Cina è considerato un efficace limitatore naturale di H. halys.Il Piemonte è infatti fra le Regioni del Nord Italia che hanno presentato richiesta ufficiale per la immissione in natura del parassitoide T. japonicusper la lotta biologica, nell'ambito del Programma nazionale,di contrasto alla cimice asiatica,di durata triennale, elaborato dal Settore Fitosanitario Nazionale in collaborazione con il Crea e le Regioni interessate che, previa autorizzazione finale del Ministero dell'Ambiente, dovrebbe partire quest’estate.

In Piemonte le attività sono state avviate già dall’inizio dell’anno con la raccolta di adulti svernanti di H. halyscoinvolgendo la cittadinanza, che ha collaborato fattivamente segnalandone la presenza sul territorio. Per la moltiplicazione massale del parassitoide, in carico al Disafa, è infatti necessario disporre di grandi quantitativi di uova della cimice su cui appunto farlo sviluppare. Il rilascio sarà poi effettuato in siti costituiti da aree con vegetazione non sottoposta a trattamenti antiparassitari, per evitare una elevata mortalità degli esemplari rilasciati. In Piemonte sono previsti 100 siti, individuati di concerto tra SFR, Agrion e Disafa sulla base di parametri quali distribuzione e rilevanza delle colture più soggette a danni da cimice asiatica; livelli di popolazione rilevati con i monitoraggi condotti negli ultimi anni; rispondenza dei siti a specifici requisiti vegetazionali (presenza di piante su cui la cimice ovidepone, facilità di accesso e di campionamento, ecc.); facilità di dispersione e insediamento nell’area circostante. In ognuno dei 100 siti verranno effettuati due rilasci successivi, distanziati di almeno 20 giorni, di 100 femmine e 10 maschi di T. japonicus ciascuno.

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