Coronavirus, il bilancio della polizia provinciale: durante l'emergenza fermate quasi 500 persone

Sono state 28 le persone multate

Con l’inizio della “fase 2” la Polizia della Provincia di Novara traccia un bilancio complessivo della propria attività svolta da marzo a maggio durante l’emergenza Covid-19.

"Va precisato – sottolinea il consigliere delegato alla Polizia provinciale Andrea Bricco – che i nostri agenti hanno operato in tutto il territorio insieme con le Guardie ecologiche volontarie della Provincia e con i volontari delle Guardie giurate ittiche e venatorie. Gli interventi si sono svolti sia in autonomia, sia anche andando a supportare, in particolari momenti, le Polizie locali dei vari Comuni del Novarese, rientrando, soprattutto durante il periodo pasquale e i giorni festivi del 25 aprile e del 1° maggio, negli interventi di controllo svolti sulla base del coordinamento territoriale da parte della Questura. Si è trattato di un grande lavoro per il quale i nostri agenti e i volontari si sono prestati sacrificando tempo e risorse: tutti si sono immediatamente resi disponibili data la delicatezza del momento e la necessità di garantire la sicurezza ai cittadini e, tra l’altro, continuando anche a svolgere la normale attività prevista per le proprie competenze".

I controlli lungo le strade provinciali "sono cominciati il 12 marzo e si sono conclusi il 10 maggio e hanno riguardato tutte le zone del Novarese, dalla Bassa, alla collina, ai laghi. Complessivamente – dettaglia il consigliere sono state accertate le posizioni di 487 persone: i verbali elevati per infrazioni legate ai decreti del “lock down”, come ad esempio la mancanza di giustificati motivi per lo spostamento o attività sportiva svolta a una distanza dall’abitazione non consentita, sono stati 28, dei quali 10 per attività sportiva non autorizzata e 18 per allontanamento dal Comune di residenza. Va considerato che il tempo che è stato dedicato a ogni persona fermata dalla pattuglia per le dovute verifiche non è stato certo di qualche secondo. Inoltre la pattuglia, durante le singole giornate, ha toccato zone distanti tra loro. Pensiamo che il risultato sia stato più che soddisfacente: innanzitutto perché abbiamo dato il nostro contributo al rispetto di regole che erano valide per tutti coloro che non avessero motivi di lavoro, urgenza, problemi di salute e necessità di approvvigionamento. Abbiamo inoltre garantito la sicurezza dei cittadini del nostro territorio e siamo riusciti a intercettare posizioni di irregolarità che avrebbero potuto rappresentare un pericolo per la sicurezza stessa".

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Altro particolare intervento da parte degli agenti della Polizia provinciale è stato svolto con l’ausilio del drone "in dotazione all’Ente e che è stato acquistato, oltre che con obiettivi legati al controllo delle discariche abusive in zone difficilmente raggiungibili e della proliferazione dei cinghiali che minacciano alcune coltivazioni, anche per verifiche eccezionali come quelle degli spostamenti della gente nel periodo dell’emergenza. Il drone si è alzato in volo sei volte sui cieli di vari quartieri di Novara e anche di San Pietro Mosezzo, Briona, Barengo: in queste zone – ricorda il consigliere - era stato infatti segnalato il problema degli assembramenti di persone, problema che andava verificato e contenuto, sempre con l’obiettivo di non creare situazioni che potessero mettere in pericolo qualcuno". Negli ultimi giorni gli agenti saranno impegnati in "un’attività di accertamento svolta in particolare nei Comuni al confine con la Lombardia per verificare – annuncia a conclusione in consigliere – che gli spostamenti continuino a svolgersi nella piena regolarità e nei casi consentiti fino al 3 giugno".

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