Coronavirus: con "RipartiPiemonte" dalla Regione aiuti ad aziende, lavoratori, famiglie e giovani

L'annuncio in videoconferenza: il disegno di legge, che prevede lo stanziamento di 800 milioni di euro, sarà approvato in Consiglio regionale entro la metà di maggio

Foto di repertorio

"Tutte le misure necessarie per mettere benzina in questo Piemonte che ha bisogno di ripartire": il presidente della Regione Alberto Cirio ha sintetizzato così i contenuti del disegno di legge "RipartiPiemonte", che prevede lo stanziamento di oltre 800 milioni di euro per favorire la ripresa dell’economia e della società con stanziamenti, molti a fondo perduto, per aziende, famiglie, giovani e lavoratori.

"Un piano di cui siamo orgogliosi - ha sottolineato Cirio - perché mette soldi nuovi, non spreca quelli già in bilancio e usa al meglio tutte le risorse". Un piano già annunciato lo scorso 25 aprile, sempre in videoconferenza, dalla Regione e che sarà approvato entro la metà di maggio.

"Tutte le misure previste - ha spiegato Cirio - sono già state attivate o sono in via di assegnazione con bonus o bandi previsti fra maggio e giugno. Per noi infatti contano molto i tempi, sui quali ci giochiamo la sopravvivenza delle nostre imprese e di tutto il sistema Piemonte. Il cronoprogramma prevede l'approvazione definitiva in Consiglio regionale entro metà mese e lavoreremo tutti i giorni, domeniche comprese, per questo obiettivo".

Il disegno di legge sarà quindi subito trasmesso al Consiglio regionale, che costituirà dei gruppi di lavoro per l’analisi delle varie sezioni. C'è la disponibilità, assicurano dalla Regione, man mano che ne verranno approvate singole misure a stralciarle per iniziare subito ad erogarle. Per esempio gli 88 milioni del Bonus Piemonte, che non appena avuto il via libera del Consiglio saranno accreditati sui conti correnti dei beneficiari.

Come e a chi andaranno i fondi stanziati dalla Regione

Secondo i dati forniti dalla Regione nel corso della conferenza stampa, gli oltre 800 milioni di "RipartiPiemonte" sono così suddivisi: 437 milioni sono fondi propri della Regione, di cui circa 171 totalmente nuovi, che saranno utilizzati senza indebitare l’ente e senza mettere nuove imposte; 354 derivano dalla rimodulazione dei fondi europei; 18 milioni sono la quota statale del fondo sanitario.

"Abbiamo agito - ha spiegato Cirio - su alcuni elementi resi possibili dalla nuova normativa, per esempio rinegoziando qualche mutuo, e soprattutto usando i 100 milioni messi da parte per riacquistare dei derivati a tassi più agevolati. Oltre a questo abbiamo recuperato circa 50 milioni che erano da parte per i cofinanziamenti dei fondi europei. Il resto sono fondi già presenti in bilancio. Le risorse dell’Europa sono state rimodulate spostando alcune poste o modificando i bandi in modo da adeguarli alle esigenze della ripartenza".

Il disegno di legge prevede quindi: 45 milioni per le famiglie e i giovani; 180,7 milioni per le imprese e i lavoratori autonomi; 78,7 milioni per il commercio; 62,6 per l'artigianato; 68 per l'edilizia; 55 per la sanità; 40,2 per l'agricoltura; 11 per la cultura; 34,1 per il turismo; 7,5 per lo sport; 8,7 per la montagna; 23,6 per la cooperazione; 2 per i centri diurni per disabili. E ancora 30,3 milioni andranno a ricerca e innovazione, 3,2 alla digitalizzazione, 101,6 alla formazione, mentre 10 finanzieranno le riduzioni fiscali già approvate, per esempio sul bollo auto e l’Irap, e 55 consentiranno l'integrazione salariale di 1000 euro per gli operatori sanitari. Ci sarà poi anche una seconda puntata del Bonus Piemonte, riservato ai settori esclusi dalla prima parte.

"Oltre alle coperture finanziarie - ha concluso Cirio - c'è tutta una parte che riguarda la semplificazione normativa. Se affrontiamo la guerra con le regole del periodo di pace ci troviamo in difficoltà, per questo dovremo cambiarne alcune. A partire dal campo dell'edilizia, senza la quale non riparte niente, ma sempre stando attenti a non abbassare la guardia sul fronte dell'antimafia, per scongiurare ogni possibile infiltrazione della criminalità organizzata".

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A mettere l’accento su questa parte del disegno di legge l’assessore alla Semplificazione Maurizio Marrone: "In questi tempi di difficoltà finanziaria per tutti gli enti pubblici, la sburocratizzazione può essere la giusta leva per la ripartenza, perché il mondo produttivo chiede libertà per rialzarsi. Cominceremo a liberare i comparti dell'edilizia, del commercio e della ristorazione da cavilli e zavorre e prevediamo la moratoria alle aperture di nuovi centri commerciali, vittoria storica per gli ambulanti e per i piccoli negozi danneggiati dal blocco che ha lasciato strada alla grande distribuzione. Lo stop ai Durc consentirà di lavorare e ricevere pagamenti a tante imprese a rischio liquidità".

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