Coronavirus, in Piemonte al via l'autocertificazione di mascherine e camici

Siglato l'accordo tra Regione e le univestià di Torino e del Piemonte Orientale. Al lavoro una task force di 18 professori

Foto di repertorio

Il Piemonte fa da sè: al via l'autocertificazione di mascherine e camici. Lo ha annunciato la Regione nella conferenza stampa che si è tenuta nel pomeriggio di ieri, mercoledì 25 marzo.

Secondo l'Ente è infatti necessario velocizzare le procedure per garantire la conformità tecnica dei dispositivi di protezione individuale: "La domanda di camici, guanti e mascherine - spiegano dalla Regione - è in continua crescita ed è necessario dare una risposta al tessuto produttivo piemontese che vede decine di aziende che vorrebbero produrre questi dispostivi riconvertendo i loro impianti".

Per questo motivo, i dispositivi prodotti potranno essere certificati grazie ad un accordo che la Regione ha siglato con l'Università del Piemonte Orientale, il Politecnico e l'Università di Torino.

L’obiettivo è quello di validare, entro una settimana al massimo, la conformità a norma dei dispositivi di protezione individuale, quali mascherine sia chirurgiche che ffp2/3 e camici idrorepellenti. In particolare, le mascherine chirurgiche dovranno essere prodotte da imprese che abbiano un sistema di gestione della qualità, per poter corrispondere alla deroga al marchio Ce secondo le indicazioni del Ministero della Salute. Alla validazione delle certificazioni lavorerà una task force di 18 esperti.

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"Da una parte l’Unità di crisi continua a moltiplicare i suoi sforzi per recuperare in autonomia materiale da tutto il mondo, tant’è che oggi sono arrivate due milioni di mascherine chirurgiche direttamente dal Brasile - ha spiegato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio - dall’altra ci muoviamo in autonomia. Siamo stati la prima regione a produrre mascherine, che già oggi stiamo distribuendo gratuitamente a tutto il Piemonte. Oggi facciamo un passo in più grazie alla capacità degli atenei piemontesi di mettere in campo competenze e laboratori per certificare i nostri dispositivi di protezione. Per questo chiediamo a Roma che autorizzi le nostre certificazioni senza ulteriore burocrazia, che ci fa perdere solo tempo. E tempo purtroppo non ne abbiamo".

Le aziende che desiderano candidarsi per la produzione dei dispositivi di protezione individuale potranno inviare la richiesta all’indirizzo mail autocertificazioni.covid@regione.piemonte.it. Verrà effettuata una preselezione e le realtà con le caratteristiche idonee potranno inviare i campioni per l’analisi da parte dei laboratori. Una trentina di aziende hanno già proposto la propria candidatura.

"Siamo orgogliosi che le nostre competenze di ricerca, già riconosciute a livello internazionale - ha commentato il rettore dell’Università del Piemonte Orientale Giancarlo Avanzi - possano ora essere messe a disposizione, insieme a quelle degli altri Atenei, per contribuire a colmare difficoltà operative in ambito sanitario in un momento di grave emergenza. L’auspicio è che le università piemontesi, superata questa fase delicata, rafforzino la loro collaborazione e contribuiscano così, in modo decisivo, a creare le condizioni per una piena ripresa della nostra Regione".

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La task force

Per mascherine e camici il coordinamento è della Prof.ssa Alice Ravizza del Politecnico di Torino. Assieme con lei sono al lavoro esperti di filtrazione e tessuti tecnici (Professori Paolo Tronville e Ada Ferri del Politecnico di Torino), esperti di microbiologia (Professor David Lembo dell’Università di Torino e Professoressa Elisa Bona dell’Università del Piemonte Orientale), scienziati dei materiali (Professor Michele Laus dell’Università del Piemonte Orientale). Completano il quadro degli attori coinvolti in questo partenariato il Cnr-Stiima di Biella (Professor Claudio Tonin), l’Università di Bologna (Prof. Violante, medicina del lavoro, e Professoressa Cristiana Boi, ingegneria chimica), esperti di qualità (Professor Audenino del Politecnico di Torino) e alcuni esperti di aziende specializzate (Ing. Andrea Corradi di Ahlstrom-Munksjo di Mathi Canavese, Dott. Tanchis della ditta CentroCOT di Busto Arsizio, ecc.).

Per i tamponi e i relativi reagenti di amplificazione dell’Rna virale sono invece attivi, sotto il coordinamento del Prof. Umberto Dianzani dell’Università del Piemonte Orientale, esperti di genetica molecolare (Prof.ssa Fiorella Altruda, Prof. Lorenzo Silengo, Prof.ssa Rossana Cavallo dell’Università di Torino. Prof. Claudio Santoro e Prof.ssa Marisa Gariglio dell’Università del Piemonte Orientale). Per l’Unità di crisi della Regione Piemonte il coordinamento è del Dr. Pier Luigi Pavanelli.

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Mascherine chirurgiche

Le mascherine chirurgiche devono soddisfare contemporaneamente le norme Uni En Iso 14683, Uni En Iso 10993 ed essere prodotte da imprese che abbiano un sistema di gestione della qualità, ai sensi delle Iso 13485 o delle Good Manifacturing Practices (Gmp), per poter corrispondere alla deroga al marchio Ce secondo le indicazioni del Ministero della Salute.

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Mascherine ffp2/3 e camici idrorepellenti

Le maschere ffp2/3 devono essere fabbricate secondo i criteri N95 Niosh che corrispondono alla norma tecnica En 149:2001+A1:2009.

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I camici idrorepellenti devono essere fabbricati secondo i criteri Uni En 13795 e Uni En 14126.

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