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Foto di repertorio

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Coronavirus, Cirio: "In Piemonte parametri da zona gialla"

Lo ha dichiarato il presidente della Regione al termine della riunione con i sindaci dei Comuni capoluogo e i presidenti di Provincia, mentre si attende ancora l'ordinanza del Ministero della Salute

In Piemonte tutti i parametri sono da zona gialla. Lo ha dichiarato, con un post su Facebook, il presidente della Regione Alberto Cirio al termine della riunione con i sindaci dei Comuni capologo, i presidenti di Provincia e i prefetti, in cui è stato illustrato l'ultimo report del Ministero della Salute sull'andamento della pandemia nel territorio regionale.

."Abbiamo un Rt puntuale 0.82 e un Rt medio 0.89 - ha precisato Cirio - siamo sotto soglia sulle terapie intensive, ma anche sulle terapie ordinarie. Nel cruscotto del Piemonte non c’è più una spia accesa in questo momento. Tutti i nostri parametri sono, pertanto, da zona gialla. Tuttavia c’è una differenza di interpretazione: secondo il Ministero i 14 giorni che da Dpcm devono trascorrere per poter passare in uno scenario meno restrittivo decorrerebbero dalla data di rilevamento del primo miglioramento, quindi dal report del 22 gennaio. Questo comporterebbe uno slittamento della riclassificazione delle Regioni di una settimana. Noi abbiamo contestato questa analisi, perché quel report  si riferisce alla settimana dell’11 gennaio e da allora sono già trascorsi i 14 giorni richiesti dal Dpcm".

"Questo è il momento della responsabilità - ha aggiunto Cirio - ce lo diciamo tutti i giorni e in Piemonte lo abbiamo sempre dimostrato. Responsabilità però vuol dire anche chiarezza. Pertanto questa situazione deve essere chiarita al più presto per non vanificare il sacrificio di tanti piemontesi. Sono in stretto contatto con gli altri presidenti di Regione che vivono la stessa situazione e attendiamo in serata risposte certe. Rimane il fatto che, così come ho condiviso con tutti i rappresentanti degli enti locali piemontesi, non si possono più attendere le decisioni sempre all’ultimo momento. Occorre rivedere la tempistica delle riclassificazioni per rispetto alle persone e alle imprese che vivono nella realtà e devono avere il tempo di organizzare la propria vita e il proprio lavoro".

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