Coronavirus, la riabilitazione si fa online: al via il progetto al Maggiore

Il progetto si chiama Educational ed è stato ideato dai professori Cisari e Invernizzi

Foto di repertorio

“Educational”: è il nome del progetto di riabilitazione del Maggiore di Novara e dell’Upo che prevede contatti a distanza online oppure al telefono. L’idea è stata pensata per poter continuare il servizio di assistenza alle persone che ne hanno bisogno nonostante l’emergenza Covid. Il tutto reso possibile grazie alla collaborazione tra il Dipartimento interaziendale di Medicina fisica e riabilitazione, l’ospedale, l’università e l’ordine dei medici.

Tre i punti principali del progetto: attività di riabilitazione logopedica via web con trattamenti personali “one to one”, uno a uno, con un collegamento tra logopedista e paziente tramite un PC o un semplice smartphone; attività di teleconsulto, inizialmente per le patologie del metabolismo osseo ma con possibilità di futuri ampliamenti, con contatto tra il medico specialista e il paziente (o suo familiare) e possibilità di visionare e scambiare informazioni e documentazione clinica. Una volta a regime, sarà possibile la prenotazione presso la segreteria della Struttura di medicina fisica e riabilitazione su indicazione del medico curante; infine accesso, già attivo,  su web a programmi di esercizi diversificati da eseguire autonomamente a domicilio da parte del paziente con esiti di Covid. Ciò tramite un link cui  collegarsi direttamente o tramite informazioni da parte del medico curante (https://scuolamed.uniupo.it/eventi/esercizi-di-riabilitazione-pazienti-post-covid-19).

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“Il progetto è modulare e si presta a sviluppi e adeguamenti anche per molte altre problematiche, con obiettivi clinici, educativi, didattici, - hanno spiegato  il professor Carlo Cisari, direttore del Dipartimento e il professor Marco Invernizzi, dell’Upo, ideatori del progetto – in questa fase di emergenzacon tutte le limitazioni assunte per evitare il rischio di diffusione del virus è diventato più complesso seguire i pazienti con disabilità croniche medio-gravi che possono incontrare difficoltà di accesso ai servizi dell’Aou.  Ed è altrettanto difficile   trattare con logoterapia i pazienti affetti da patologie neurologiche croniche con disturbi comunicativi. Inoltre, come diretta conseguenza dell’infezione da Covid, è sorta l’esigenza di prendersi cura dei pazienti dimessi a domicilio ma con i persistenti disturbi motori o respiratori che spesso accompagnano la loro convalescenza”.

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