Coronavirus, riaprono i confini tra le regioni: cosa si può fare dal 3 giugno

Per i piemontesi sarà di nuovo possibile circolare liberamente anche fuori dalla regione, senza autocertificazioni e senza limitazioni

Foto di repertorio

"Il Piemonte è in salute e riapre al resto dell’Italia". Lo ha dichiarato nelle scorse ore il presidente della Regione Alberto Cirio, commentando l'evoluzione dell'emergenza sanitaria legata al coronavirus sul territorio regionale.

E da oggi, mercoledì 3 giugno, per i piemontesi sarà di nuovo possibile circolare liberamente anche fuori dalla regione, senza autocertificazioni e senza limitazioni. Come previsto dal Dpcm del 17 maggio, riaprono infatti i confini tra le regioni e gli spostamenti sul territorio italiano sono di nuovo consentiti, anche se potranno comunque essere limitati da decreti del presidente del Consiglio dei ministri o ordinanze del ministro della Salute se si dovessero presentare elementi di rischio epidemiologico in alcune aree del territorio nazionale.

Coronavirus, dal 3 giugno niente più mascherina obbligatoria all'aperto in Piemonte

Da oggi, mercoledì 3 giugno, riaprono anche le frontiere italiane con i Paesi membri dell’Unione Europea, gli Stati che aderiscono all’accordo di Schengen (Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera), il Regno Unito, Andorra, Principato di Monaco, e la Repubblica di San Marino e lo Stato della Città del Vaticano. Per gli italiani, però, gli spostamenti verso gli altri Stati potranno continuare ad essere soggetti a limitazioni. Dal 3 al 15 giugno restano inoltre vietati gli spostamenti da e per gli altri Stati, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute.

Restano invece in vigore le attuali misure di prevenzione e contrasto alla diffusione del coronavirus. Oltre al distanziamento sociale, sarà sempre necessario indossare la mascherina nei luoghi pubblici e su tutti i mezzi pubblici, oltre che all'aperto se non è possibile garantire la distanza di almeno un metro tra le persone. Restano vietati anche gli assembramenti, così come rimane il divieto assoluto di uscire da casa per chi è sottoposto alla misura della quarantena essendo risultato positivo al virus, mentre chi presenta tosse e raffreddore, così come febbre (maggiore di 37,5° C) è invitato a rimanere presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante.

Per le funzioni religiose così come per le visite ai musei e ai luoghi di cultura è previsto il contingentamento degli ingressi. Limitazioni per consentire il distanziamento sono previste anche per le attività commerciali. Laddove richiesto l'ingresso può essere subordinato alla misurazione della temperatura. Per l'accesso a spiagge, ristoranti, bar, negozi bisogna far riferimento agli specifici protocolli messi a punto dall’Inail. In molti casi come per parrucchieri e spiagge resta l'obbligo della prenotazione. I ristoranti dovranno registrare le generalità degli ospiti per il contact tracing.

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Infine, restano vietate tutte le manifestazioni ludiche che prevedono assembramenti: teatri, concerti e cinema (anche in spazi all'aperto) restano sospesi fino al 14 giugno 2020. Dal 15 giugno è prevista una "riapertura" anche degli spettacoli ma con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori, con il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all'aperto e di 200 persone per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala.

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