Coronavirus, in Piemonte operativi i test rapidi

Dalla Regione spiegano che si tratta di una linea di analisi veloce, per casi che necessitano di risposte rapide, lavorando in parallelo con la rete già esistente, che richiede tempi di risposta più lunghi

Foto di repertorio

Sono operative presso i laboratori analisi degli ospedali Molinette e Amedeo di Savoia di Torino le prime quattro nuove apparecchiature della DiaSorin di Saluggia che permetteranno di moltiplicare di molto la capacità diagnostica sul "coronavirus Covid-19".

Lo ha annunciato la Regione in un comunicato stampa. Giovedì 19 marzo sono stati effettuati i test sperimentali, con la formazione di tecnici e operatori. Da oggi, sabato 21 marzo, le macchine potranno essere impiegate a pieno regime, processando 16 campioni ogni novanta minuti per laboratorio.

Dalla Regione spiegano che si tratta di una linea di analisi veloce, per casi che necessitano di risposte rapide, lavorando in parallelo con la rete già esistente, che richiede tempi di risposta più lunghi, intorno alle cinque ore. Le stesse apparecchiature sono in corso di fornitura anche per gli altri laboratori abilitati del Piemonte.

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Linee guida sui tamponi diagnostici

Allo stato attuale, fatta salva la potestà decisionale del sanitario, orientata dalla clinica, il Comitato Tecnico Scientifico dell’Unità di crisi della Regione Piemonte ritiene che l’esecuzione del test debba essere disposta con le seguenti priorità, comunque sempre valutate e autorizzata dalla Unità di crisi: casi sospetti sintomatici ricoverati o in attesa di ricovero; contatti stretti di casi confermati che divengano sintomatici e richiedano ricovero; operatori sanitari che hanno avuto contatti stretti con pazienti Covid-19 positivi in assenza di idonee protezioni, quando ciò venga ritenuto necessario; soggetti in isolamento domiciliare nei quali compaiano sintomi anche non meritevoli di ricovero. 

Secondo la Regione, quindi, ogni altra indicazione all’esecuzione dell’esame verrà valutata come secondaria alle precedenti. Tale posizione del Comitato Tecnico Scientifico dell’Unità di crisi tiene conto delle linee guida espresse dall’Organizzazione mondiale della Sanità il 2 marzo scorso, nelle quali viene affermato che la decisione di eseguire il test deve essere basata su dati clinici ed epidemiologici che indichino a priori la verosimiglianza della infezione.

Secondo l’Oms, il test di asintomatici o paucisintomatici può essere considerato in soggetti che abbiano avuto un contatto stretto con un caso confermato. In ogni caso, i protocolli di screening devono essere adattati alla situazione locale ed alla continua elaborazione della definizione di caso, basata sulla evoluzione delle conoscenze sulla malattia.

Anche il Consiglio Superiore di Sanità, nel documento del 26 febbraio 2020, conclude che, in considerazione del fatto che il contributo da potenziali casi asintomatici alla dinamica della diffusione epidemica appare limitato, viene raccomandata l’esecuzione dei tamponi ai soli casi sintomatici con sindrome simil-influenzale non attribuibile ad altra causa.

Dalla Regione, però, precisano infine che si tratta di indicazioni cliniche che non riguardano il personale sanitario del Piemonte, per il quale il governo regionale ha stabilito di voler effettuare un controllo esteso a tutti, da avviare secondo criteri di priorità condivisi con le organizzazioni sindacali di categoria che li rappresentano.

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