Domenica, 25 Luglio 2021
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Coronavirus: in Piemonte variante inglese nel 48,2% dei casi, lo studio dell'Iss

Lo rivela un'indagine coordinata dall'Istituto superiore di sanità in collaborazione con i laboratori regionali

Foto di repertorio

In Piemonte la presenza della variante inglese tra le persone contagiate dal Covid-19 è del 48,2%. A rivelarlo è un’indagine coordinata dall’Istituto superiore di sanità in collaborazione con i laboratori della Regione.

Sono 41 su 85, infatti, i campioni piemontesi, prima analizzati e selezionati dai laboratori della Regione e poi sequenziati dall’Istituto superiore di sanità, individuati come casi di varianti inglesi: sono questi i risultati della seconda "quick survey", cioè dell’indagine coordinata organizzata dall’Istituto superiore di sanità, per stabilire una mappatura del grado di diffusione in Italia delle varianti inglesi, brasiliana e sud-africana nel Paese.

Il giorno preso in considerazione è quello del 18 febbraio, quando sui 484 tamponi positivi ne sono stati fatti arrivare 85 a Roma, scelti solo tra quelli molecolari, derivanti dalla sorveglianza territoriale (escludendo quelli identificati tramite indagini ospedalieri e pre-ricoveri) e con un elevata carica virale. Dallo studio fatto sui campioni non sono emersi, invece, casi di variante né brasiliana, né sudafricana.

"Con questa attività di monitoraggio - dichiarano l’assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi e l’assessore alla ricerca applicata al Covid Matteo Marnati - in collaborazione tra l’Istituto superiore di sanità e i nostri 14 laboratori abbiamo potuto avere un’ulteriore conferma della diffusione delle varianti inglesi sul nostro territorio, testimoniata peraltro anche dalla crescita dei contagi. Del resto, in previsione di questo rischio, avevamo già messo in campo misure preventive, come l’obbligo di dichiarare il rientro da viaggi in zone a rischio e rafforzando il contact tracing, dando indicazioni specifiche alle Asl sul tracciamento e analisi delle varianti. Quello che ci conforta è che non siano emerse le due varianti più pericolose dal punto di vista sanitario, cioè quella brasiliana e quella sudamericana".

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