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Acqua potabile e agricoltura, è già crisi idrica nel novarese

Proposte di adeguamento della rete idrica e di una nuova regolamentazione dei deflussi ecologici per l'irrigazione

50% in meno rispetto al 2021 di precipitazioni atmosferiche, innalzamento delle temperature di 3/5 gradi e 30 giorni all’anno in meno di gelo, con conseguenti diminuzioni dei livelli di falda: sono questi i dati che emergono dall'Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici per quanto riguarda il novarese.

"Si evidenzia quindi uno stato stabile di “severità idrica” tra media e alta - dichiarano il presidente della Provincia di Novara Federico Binatti e la consigliera delegata all’ambiente e risorse idriche Rosa Maria Monfrinoli -. É necessario da parte di tutti gli organismi competenti mettere in atto le strategie e i monitoraggi possibili per la gestione dinamica degli scenari di scarsità idrica, con l’obiettivo di evitare che si verifichino nuovamente le criticità che il novarese ha vissuto durante la primavera e l’estate 2022, sia per quanto riguarda l’uso dell’acqua potabile, sia anche per quanto concerne l’attività agricola e, in particolare, risicola".

2023-03-21 15_39_33-Conferenza stampa siccità ed emergenza idrica - annalisa.felisi@gmail.com - Gmai

Gli acquedotti e le perdite

Due sono i problemi principali dunque: l'approvvigionamento di acqua potabile e quello dell’acqua per l’irrigazione delle colture. Per quanto riguarda gli acquedotti, secondo il report presentato dalla Provincia, le perdite dichiarate da Acqua Novara.Vco nel novarese sono del 45%, un dato purtroppo in linea con il livello nazionale, e ben 47 comuni della provincia hanno avuto problemi l’anno scorso con riduzioni d’acqua o trasporto con autobotti. "Al 2026 sono previste spese pari a 150milioni di euro, più 16milioni derivanti da fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, su 12 comuni - spiega la consigliera Monfrinoli -. L’aumento dei costi dei materiali, più che raddoppiato, non facilita la realizzazione dei lavori. In questo senso la strategia prevede interventi come la pulizia dei bacini accumulo e delle canalizzazioni, un’informazione mirata, il controllo dei lavori, l’adozione dei cosiddetti “sistemi intelligenti”, la riduzione delle perdite".

Manca l'acqua per l'irrigazione dei campi

Per quanto riguarda l'acqua per l'irrigazione dei campi, il 2021 era già stato problematico ed era stato seguito da un 2022 peggiore, con una previsione per il 2023 molto preoccupante. "Le piogge invernali e, soprattutto quelle di febbraio, sono scarsissime nel Piemonte nord-occidentale - prosegue Monfrinoli - ciò che appare estremamente critica è la carenza di precipitazione sul lungo periodo dai 6 ai 12 mesi. Anche per la copertura nevosa, statisticamente l’inverno in corso risulta fra i meno nevosi dal 1999. Le alte temperature anomale hanno portato alla precoce fusione nivale testimoniata dall’andamento anomalo dei livelli del lago Maggiore".

Quindi si prevede, per l'estate, carenza di acqua del bacino idrico del Ticino, con conseguenze per l'agricoltura. "Per ridurre il conflitto tra le realtà interessate nell’attività agricola verificatosi lo scorso anno, che ha visto anche episodi di concorrenza sleale, occorre avviare un approccio sperimentale sul deflusso ecologico supportato da un attento monitoraggio da parte dell’osservatorio" spiega Monfrinoli. 

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