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Sabato, 29 Gennaio 2022
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Da 10 a 40mila euro per trasferirsi sulle montagne piemontesi: oltre 500 le richieste

La maggior parte delle domande arriva proprio da chi risiede in Piemonte: 11 le richieste per trasferirsi in uno dei 3 comuni montani del novarese e 42 quelle per uno dei 66 comuni montani del Vco

Sono 571 le domande presentate per partecipare al bando della Regione Piemonte che offre incentivi per chi sceglie di trasferirsi da una città italiana in uno dei piccoli comuni delle montagne piemontesi.

La maggior parte delle domande sono giunte dal Piemonte (461), dalla Lombardia (72) e dalla Liguria (23). Richieste sono arrivate anche dalle altre regioni: Lazio, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Sardegna, Puglia, Calabria, Sicilia ed Abruzzo.

Per quanto riguarda il Piemonte, 251 domande sono giunte da Torino e provincia, 92 da Cuneo, 48 da Biella, 22 da Alessandria, 19 da Novara, 13 dal Vco, 9 da Asti, 7 da Vercelli. Per le altre regioni, 37 da Milano, 14 da Varese e 16 da Genova.

Tra le province scelte come destinazione, primeggia Torino con 252 richieste, seguita da Cuneo con 126 e Biella con 71; 44 sono invece le richieste per i comuni montani in provincia di Alessandria, 42 per quelli nel Vco e 20 per la provincia di Vercelli; infine, sono 11 le richieste per trasferirsi in uno dei 3 comuni montani della provincia di Novara, 5 per quelli in provincia di Asti.

Il bando prevede che chi risiede in un centro urbano in Italia e intende acquistare o restaurare un immobile, da rendere prima casa, in un comune montano del Piemonte con meno di 5mila abitanti possa ricevere contributi da 10 a 40mila euro.

In totale, l’importo richiesto come contributo è di 19 milioni e 77mila euro: la Giunta regionale ha stanziato per questa iniziativa 10 milioni e 475mila euro. Nelle prossime settimane gli uffici verificheranno le domande. Oltre 66 milioni il volume degli investimenti per acquisto di immobili e lavori di ristrutturazione; 180 su 571 le domande con richiesta di punteggio per i figli sotto i 10 anni, 87 le domande con richiesta di punteggio per lavoro in un comune montano, 130 le domande con richiesta di lavoro in smart working.

"La montagna - sottolinea il presidente della Regione Alberto Cirio - è uno dei patrimoni più grandi della nostra terra e il compito di chi amministra è creare le condizioni affinché questa risorsa straordinaria possa attrarre investimenti economici ed essere vissuta appieno ogni giorno, attraverso le strade, le scuole, i servizi. Un luogo per i turisti, ma anche per chi lo sceglie per vivere con la propria famiglia. Questo bando ha proprio questo scopo. Contribuire a ripopolare la nostra montagna, aiutando chi è pronto a sceglierla e a cambiare la propria vita. È il tassello di un percorso che abbiamo solo iniziato e che svilupperemo ancor di più attraverso le risorse del Pnrr in arrivo dall’Europa. Accanto alla vocazione legata all’auto, all’idrogeno e all’intelligenza artificiale, la montagna sarà l’altro nostro grande 'progetto bandiera'. E in una terra che si chiama Piemonte, non potrebbe essere altrimenti".

"Siamo particolarmente soddisfatti per l’esito del bando e per l’adesione da parte dei cittadini - sottolinea il vicepresidente ed assessore alla Montagna della Regione Piemonte, Fabio Carosso -. Si tratta di una misura innovativa introdotta dalla Regione Piemonte per contrastare lo spopolamento delle vallate alpine e per agevolare le persone o le famiglie alla ricerca di una vita dai ritmi più lenti, a contatto con la natura, in cui magari iniziare una nuova attività o continuare il proprio lavoro in smart. Sono davvero tanti coloro che hanno colto lo spirito profondo della nostra iniziativa che ha come obiettivo dare nuova linfa a tanti piccoli comuni, oggi a rischio spopolamento, che sono in grado di offrire qualità della vita a chi, per svariati motivi, desidera cambiare sperimentando un nuovo modo di vivere e lavorare".

In tutto sono 465 i comuni montani del Piemonte con meno di 5mila abitanti protagonisti del bando (48 in provincia di Alessandria, 12 in provincia di Asti, 48 in provincia di Biella, 132 in provincia di Cuneo, 3 in provincia di Novara, 132 in provincia di Torino, 66 nel Verbano-Cusio-Ossola, 24 in provincia di Vercelli). È possibile consultarli sul sito della Regione Piemonte.

Potevano presentare domanda i cittadini nati a partire dal 1955, con cittadinanza italiana, europea o extra-europea, titolari di permesso di soggiorno di durata non inferiore ai 10 anni. La maggior parte delle domande, 229, è di persone nate tra il 1980 ed il 1989, 126 tra il 1990 ed il 1999, 113 tra il 1970 ed il 1979, 75 tra il 1960 ed il 1969, 17 prima del 1960, 11 dopo il 2000. Per favorire soprattutto l’adesione dei più giovani, i nati dopo il 1980 hanno ricevuto un punteggio più alto.

Punteggio premiante anche per gli interventi effettuati in un comune ad alta marginalità, l’attività lavorativa esercitata in un paese montano oppure in smart-working almeno al 50% nell’abitazione per la quale si chiede il finanziamento, un Isee uguale o inferiore a 20mila euro, almeno un figlio di età uguale o inferiore a 10 anni, che avrà residenza e dimora abituale nell’immobile acquistato.

Punti in più anche per recuperi realizzati con soluzioni architettoniche e paesaggistiche previste dalla Regione Piemonte e per l’utilizzo dei materiali tipici del paesaggio alpino piemontese, ma anche se l’incarico dei lavori viene dato ad imprese con sede legale in un comune montano piemontese.

Per beneficiare dei contributi occorre essere titolari del diritto di proprietà, oppure impegnarsi ad acquisire un diritto di proprietà, di un’unità immobiliare ad uso residenziale censita catastalmente nel territorio dei 465 comuni interessati e trasferirvi la propria residenza e dimora abituale per dieci anni.

In caso di contributo relativo all’acquisto, l’atto di compravendita dovrà essere stipulato entro 6 mesi dalla data di approvazione della graduatoria, mentre i lavori di recupero del patrimonio esistente dovranno essere ultimati entro 18 mesi. La rendicontazione dovrà essere trasmessa, invece, entro 3 mesi dalla conclusione dei lavori di recupero, ovvero dalla stipula dell’atto di compravendita.

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