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"La scuola, per me una missione": il preside dell'Omar va in pensione

Francesco Ticozzi ha guidato l'istituto tecnico per 15 anni, è preside da 29

"Sicuramente non starò sul divano. Chiuderò l’avventura con questo tipo di scuola, per pensare ad altro, magari al mondo della formazione. Anzi ci stiamo già lavorando". Dal prossimo primo settembre 2024 Francesco Ticozzi, il preside dell’Istituto Omar andrà in pensione dopo 40 anni nel mondo dell’insegnamento e cinque riscattati tramite l’università. Una notizia forte per il mondo Omar, ma più in generale per quello scolastico del territorio: chi raccoglierà l’eredità avrà fra le mani qualcosa di davvero speciale e cresciuto nel corso degli anni. "La scuola? Per me rappresenta tantissimo, - dice - non ho mai pensato di fare né l’insegnante né il preside, volevo fare il pilota d’aerei e ho letto quanto mi è accaduto come un segno del destino, ho pilotato il futuro di tanti ragazzi e mi sono accorto di essere portato per questo mestiere" dice sorridendo. Ticozzi è stato preside in generale per 29 anni, passando per diverse scuole cittadine, dal primo settembre 2009 è rimasto in pianta stabile all’Omar, "la scuola dove io ho studiato. Con l’Omar posso dire di vivere ormai in simbiosi"

I ricordi di 15 anni all’istituto tecnico sono tantissimi, tutti legati ai ragazzi: "Ci sono stati ragazzi che, a volte giudicati incapaci di arrivare a prendere un risultato, sono tornati diplomati e inseriti pienamente nel mondo del lavoro. Non bisogna per forza avere 10 in tutte le materie per riuscire bene. I ragazzi sono stati la parte più sorprendente del mio lavoro, - dice il preside - mi fa piacere che quando c’è una discussione quasi tutti dicano “Andiamo dal preside che lui una soluzione ce la trova”, è un attestato di stima e fiducia, ormai sono per loro un punto di riferimento e mai ho avuto una discussione con loro. Li ringrazio tutti quanti",

Lo ammette Ticozzi, un altro anno da preside lo avrebbe fatto: "Ho sempre pensato che prima o poi sarebbe arrivato il momento, ma non lo immaginavo così repentino, - spiega - soprattutto per la situazione a scuola, siamo ancora disseminati, pensavo sarebbe stato importante continuare con una persona che ha vissuto il momento, ma è stato deciso che io ormai ho fatto il massimo. Forse sono tradizionalista, ma dopo 40 anni di lavoro avrei gradito una telefonata, ne prendo atto. Un altro segno del mio destino".

Ma tanto il preside non lascerà il mondo dell’istruzione, anzi da un anno sta già lavorando a un progetto, alla nascita di una sorta di Academy per la quale sta ricercando la location in città: "Abbiamo individuato l’idea che la formazione possa essere differenziale per permettere a chiunque di cambiare vita raggiungendo le sue condizioni più alte possibile. Sono novarese, orgoglioso di esserlo, ho dato tanto alla città ma voglio farlo anche in futuro. La mia missione non è finita".

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