Novara, l'ultimo saluto al cardinale Renato Corti in Duomo

"Ho vissuto come vescovo di Novara per 20 anni senza mai pensare o desiderare altra destinazione"

Il funerale in Duomo

Novara ha dato il suo ultimo abbraccio al cardinale Renato Corti, vescovo della città per 20 anni.

I funerali si sono celebrati in Duomo, in un'atmosfera un po' surreale: l'ingresso è stato consentito solo a 200 persone, per la maggior parte sacerdoti e qualche autorità, tutti con le mascherine e ben distanziati. Per permettere però di assistere ai tantissimi fedeli che in condizioni normali avrebbero voluto partecipare alla cerimonia, la Diocesi ha trasmesso una diretta Facebook.

Durante la celebrazione alcuni sacerdoti che hanno lavorato con il "vescovo" Renato lo hanno ricordato in maniera affettuosa. "Il nostro amato mons. Renato Corti è stato un maestro spirituale - ha detto il vescovo Franco Giulio Brambilla -. Dall’inizio alla fine della sua vita ha interpretato il suo ministero come un autentico padre di spirito. La sua figura può essere riassunta in ciò che Papa Francesco ha scritto nel suo affettuoso messaggio alla Diocesi: "Penso al suo genuino amore per la missione e il ministero della predicazione che ha esercitato con grande generosità, in tutto animato dal desiderio appassionato di comunicare il Vangelo di Cristo".

Poi è stato letto il testamento spirituale del cardinale, che ha chiesto di essere sepolto proprio all'interno del Duomo di Novara, dato il suo grande affetto per la città. In una postilla al testamento, scritta l'8 agosto del 2017, dopo il funerale del card. Dionigi Tettamanzi, il cardinale Corti ha scritto: "Stamattina, in Duomo [a Milano ndr], ho incrociato due volte il mio successore a Novara, mons. F.G. Brambilla. Gli ho detto: “Adesso tocca a me. Preparami il posto”. Sono bastati pochi secondi per fare questo cenno. Ma esso rimane importante. Tettamanzi aveva solo due anni più di me. E io viaggio verso l’82mo. Mi sembra giusto che io venga sepolto nella Cattedrale di Novara. L’anello datomi nel 1990 dal VG Germano l’ho subito inteso come anello di nozze. La sposa era la Chiesa di Novara. Ho vissuto il ministero per 20 anni senza mai pensare o desiderare altra destinazione. Accettavo da Dio che tutta la mia vita significasse l’accompagnamento di questa Chiesa particolare, facendo mia la parola di Paolo nella II ai Corinti, là dove parla di se stesso e del compito di portare quella Chiesa all’incontro con Cristo glorioso".

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