L’informazione ai tempi del coronavirus, tra numeri verdi che cambiano e fake news

Quanto è difficile distinguere le bufale dalla realtà

Numeri verdi che cambiano, falsi addetti che fanno tamponi a domicilio, supermercati presi d'assalto e messaggi che avvisano di reparti dell’ospedale in isolamento. È l’informazione ai tempi del coronavirus: tante bufale e notizie ufficiali lente e poco chiare.

Partiamo dall’inizio della “crisi” coronavirus, quando sono iniziate le notizie dell'arrivo del virus in Lombradia. Il panico si è diffuso rapidamente anche nel novarese, anche se, fino a questo momento (mercoledì 26 febbraio), non ci sono stati casi nelle nostre zone.

“In isolamento un reparto del Maggiore”

Già da sabato giravano voci di un reparto dell’ospedale Maggiore di Novara in isolamento per un sospetto caso di contagio. La notizia, che non veniva certamente da fonti ufficiali, era diffusa tramite un messaggio vocale su Whatsapp in cui una voce femminile sosteneva che ci fosse un caso a Novara.

“Ciao ragazzi, abbiamo appena avuto notizie certe dalla compagna di mio papà che oggi hanno isolato un reparto dell’ospedale Maggiore di Novara. Quindi lei ci ha messo in allerta perché comunque è arrivato anche a Novara. Adesso stanno facendo gli accertamenti, ma il reparto è già stato isolato, sono stati chiamati altri medici da Novara e Piemonte. Non l’hanno ancora detto in tv, ma probabilmente a breve lo diranno. Quindi attenzione ai luoghi tanto affollati, lavarsi bene le mani perché persiste circa 8 ore sulle superfici e attenzione, che è anche qui a Novara”.

Niente di più falso: nessun caso a Novara e nessun reparto chiuso, come ha anche specificato l’ospedale Maggiore in una nota ufficiale.

Supermercati presi d'assalto (forse)

Domenica, dopo che la Regione Piemonte ha attivato le procedure di allerta per prevenire la diffusione del virus, con la chiusura delle scuole e la sospensione degli eventi pubblici, si è sparsa anche la notizia degli assalti ai supermercati.

I novaresi, spaventati dal fatto di non trovare più generi di prima necessità dopo aver sentito la notizia, hanno preso davvero d'assalto i supermercati. In realtà le foto degli scaffali svuotati che circolavano sui social riguardavano alcuni supermercati lombardi e non novaresi, ma hanno comunque scatenato la cosa all'acquisto di pasta, prodotti in scatola e carne. Il risultato è stato che anche alcuni supermercati in città avevano gli scaffali vuoti. Non essendo però in una zona di quarantena i camion con la merce arrivano regolarmente e, nel giro di poche ore, i supermercati hanno fatto rifornimento. 

scaffali vuoti-2
Un supermercato di Trecate martedì mattina

Numero verde unico che cambia

Come se non bastasse, nel caos di notizie false diffuse sui social, il numero verde creato dalla Regione Piemonte si è "sdoppiato".

Lunedì 24 febbraio la Regione ha emesso un comunicato ufficiale che specificava “Dato che stanno circolando informazione errate, si ribadisce che l’800.333.444 è l’unico numero verde della Regione Piemonte attivo e autorizzato ad eventuali richieste di chiarimenti in merito all’ordinanza sulle misure urgenti in materia di contenimento del contagio da coronavirus. Non esistono altri numeri verdi ufficiali a disposizione dei cittadini piemontesi. Per emergenze sanitarie contattare il 112”.

Martedì 25 febbraio è stato invece attivato un nuovo numero verde, 800192020, per le emergenze sanitarie, cosa ha contribuito non poco a dare l'impressione che anche le notizie ufficiali non fossero così chiare.

“Siamo addetti dell’ospedale, dobbiamo farle il tampone”

Tra chi si diverte a scatenare il panico con falsi messaggi e chi ha paura davvero, si sono inseriti anche i truffatori. Con la scusa di un test gratis a domicilio per stabilire un eventuale contagio da coronavirus, falsi operatori sanitari hanno provato a truffare i cittadini, soprattutto anziani.

Si ricorda che non esiste un servizio di “test a domicilio” e che, soprattutto, nessuno è autorizzato ad entrare in casa per effettuare controlli di qualunque tipo.

Controllate le fonti

Le difficoltà dell’informazione ai tempi del coronavirus sono effettivamente molte: non è facile per la popolazione capire cosa sia reale e cosa no e, d'altronde, non è facile nemmeno per i mezzi d'informazione dare notizie corrette senza scatenare il panico.

La morale è sempre la stessa: controllate le fonti. Una foto su Facebook, un messaggio inviato da un amico, anche in buona fede, non sono attendibili. Meglio aspettare qualche ora e verificare su fonti ufficiali, piuttosto che creare il caos. 

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