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Lunedì, 6 Dicembre 2021
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L'odio non va in quarantena, insulti omofobi a due ragazze gay: "Il coronavirus è colpa vostra"

Erika e Martina affrontano ogni giorno decine e decine di insulti: durante il lockdown non hanno potuto nemmeno sporgere denuncia

Martina Tammaro ha 24 anni ed è di Arona. La sua compagna Erika Mattina, 22 anni, abita invece a Monza. I loro nomi, purtroppo, non sono nuovi alle pagine di cronaca, visto che nell'agosto del 2019 erano state prese di mira per aver postato sui social una loro foto mentre si baciavano.

Insulti omofobi a Martina e Erika

Da allora gli insulti sono continuati e non si sono mai fermati, nemmeno durante il lockdown. "L'odio non va in quarantena - raccontano le due ragazze alla redazione di NovaraToday - Con l'arrivo del coronavirus pensavamo che la gente avrebbe avuto altro da fare, altro a cui pensare, altri problemi. Invece non solo hanno trovato il modo di insultarci, ancora e ancora, ma ci hanno anche attribuito "la colpa" per l'arrivo del coronavirus. Ed anche per tutte le altre disgrazie che stanno capitando (e capiteranno). L'odio non si è fermato, ma tutto il resto sì. Inclusa la possibilità, per noi, di denunciare. Abbiamo chiamato più e più volte i carabinieri, e ci hanno sempre detto di aspettare. Ora, finalmente, dopo quasi 2 mesi di reclusione, martedì 5 potremo andare dai carabinieri. Anche se ci hanno detto che per gli insulti più vecchi, è troppo tardi. Passati 3 mesi, non si può più far nulla (o quasi)".

Gli insulti che le ragazze hanno ricevuto sono terribili: oltre a offese gratuite hanno anche ricevuto minacce di morte, di stupro e di violenza. "Tra due settimane, il 17 maggio, sarà la giornata conto l'omontransfobia - spiegano Marina e Erika  -. Un fenomeno, ancora oggi, troppo radicato e invisibile agli occhi di tutti. E non è normale, a 24 e 22 anni, ricevere ogni giorno insulti e minacce solo per il semplice fatto di amarsi. Solo nell'ultima settimana abbiamo ricevuto più di 100 offese e insulti gratuitamente. Perché l'odio non è andato in quarantena. E mentre tutto il mondo si è fermato, noi incluse, ci siamo ritrovate con valanghe di offese disgustose e "colpe" che non abbiamo. Noi abbiamo una pagina instagram, @leperledegliomofobi, che denuncia tutto questo, e cerchiamo di aiutare e sensibilizzare più persone possibili, anche se a volte è dura".

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