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Pernate, il Comitato lancia l'appello: "No alla logistica, il nostro il più grande ecomostro d'Italia"

Il "Comitato per Pernate dal 2005" punta il dito su Provincia, Comune ed enti

"Non hanno idea di quello che fanno, nella migliore delle ipotesi. Creare un centro logistico delle dimensioni complessive di 80 ettari a meno di 80 metri da un paese più piccolo dello stesso centro (77 ettari) è una scelta inconcepibile che segnerà inesorabilmente il destino della nostra frazione. Una comunità che viene condannata a morte per lasciare posto a capannoni che sostituiranno completamente l’attuale visuale delle montagne con un muro in cemento di un km colorato forse di verde". Logistica? Il “comitato per Pernate dal 2005” dice assolutamente no e lo fa con un comunicato ufficiale. Secondo il Comitato lo scenario è quello di un "ecomostro, il più grande d’Italia. Pernate in tutto questo rappresenta l’agnello sacrificale su questo presunto sviluppo. Trecate, Cameri, Corso Vercelli, Casalino, Agognate, Biandrate (di cui sembra l’amministrazione fosse all’oscuro fino all’ultimo) e ora anche Pernate. E poi ci sarà il lotto b di Trecate e poi quello di Agognate e via discorrendo fino a quando non avremo esaurito ogni cm2 di terreno ricoprendolo di cemento".

Secondo alcuni esperti si potrebbe arrivare a 10 milioni di metri quadrati di logistica sul territorio novarese. "L’attuale amministrazione avalla le richieste di Develog4 e sceglie la strada più breve e meno democratica per arrivare al punto. Evita, legalmente, il dibattito in consiglio comunale e passa a una più diretta ma per nulla partecipata delibera di giunta. È assurdo, - prosegue il Comitato puntando il dito proprio contro l’amministrazione - pensare che un piano regolatore a tutti gli effetti decaduto (risale al lontano 2008) che si è rivelato fallimentare in tutte le sue previsioni possa determinare le scelte odierne senza contraddittorio. Pensare che oggi si stravolgano ottocentomila metri quadrati di suolo agricolo ad alto valore agronomico (20 volte il Parco dei bambini e dell’Allea), senza nemmeno passare dal consiglio, senza ascoltare le commissioni e i cittadini, evitando confronti e dibattiti, è indecoroso. Gli stessi sviluppatori di Pernate oggi sono quelli che ieri a Trecate si sono dimenticati di realizzare i 5 ettari di bosco promesso (là lo chiamavano quinta boscata e qua bastione verde), e hanno poi preferito pagare un’esigua multa alla forestale di 30mila euro e rotti. Come potremmo oggi affidarci sereni a questi soggetti, memori di quanto successo?".

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