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Lumellogno, l'ambulatorio di quartiere chiude il 6 novembre: la denuncia

Secondo l'associazione Sostegno Solidale: "L'unica prospettiva per scongiurare la chiusura sarebbe l’uso temporaneo della sala riunioni nell’edificio della scuola, di proprietà comunale"

L'ambulatorio di quartiere di Lumellogno chiuderà il 6 novembre. La decisione è stata presa dopo non aver ricevuto risposte dal Comune per l'individuazione di una nuova sede. 

La denuncia arriva dall'associazione 'Sostegno Solidale', che nella conferenza stampa svolta ieri, lunedì 30 ottobre, ha spiegato : "Ha iniziato le attività vent’anni fa l’ambulatorio di quartiere di Lumellogno, gestito dall’associazione 'Sostegno Solidale' (nata dalla storica realtà Gruppo Sostegno) e ora rischia di chiudere i battenti. Motivo della decisione? Dopo un anno di attesa, la mancata sistemazione della ex sede di quartiere, chiusa per la caduta di calcinacci,  o la disponibilità di locali alternativi del Comune di Novara per svolgere il servizio.
La disavventura dei volontari è iniziata a ottobre 2022 quando in una delle stanze della ex sede di quartiere di Lumellogno, dove da anni si svolgevano le attività dell’ambulatorio, sono caduti alcuni calcinacci di intonaco".

"Il Comune di Novara - racconta Bruna Luccioni, vicepresidente dell’associazione ed ex infermiera - ha chiuso i locali per le verifiche del caso, promettendo una sistemazione che, secondo quanto dettoci dall’assessore Moscatelli sarebbe avvenuta entro gennaio 2023, una volta individuato il capitolo di bilancio per il lavoro.
L’associazione nel frattempo è stata ospitata in una sala della parrocchia di Lumellogno. Questa soluzione doveva essere temporanea ed emergenziale – continua Luccioni. Dopo un anno, la sala serve alla parrocchia e non possiamo andare avanti elemosinando stanze a privati. Ci serve una sede autonoma e adeguata".

"Ad aprile, il Comune risponde all’Associazione che la convenzione in essere per l’uso dei locali della ex sede di quartiere era scaduta e che si sarebbero potuti assegnare locali alternativi, solo previo un adeguamento al Codice del Terzo Settore". 

"Il Gruppo Sostegno ha intrapreso tutti i passi necessari affrontando anche delle spese – spiega Giorgio Mancin, presidente dell’associazione – costituendo una nuova realtà dal nome 'Sostegno Solidale odv' proprio con la volontà di proseguire il servizio gratuito ventennale per la comunità".

"Ad agosto un sopralluogo con la dirigente Elisabetta Rossi del Settore Patrimonio, dove il Comune ventilava la possibilità di concedere l’uso esclusivo della ex Posta di Lumellogno o della sala riunioni nell’edificio della scuola primaria, ma solo con il pagamento di un canone di affitto calmierato e delle spese per utenze e rifiuti. L’amministrazione comunale avrebbe fatto anche qualche piccolo lavoro di adeguamento. Ma purtroppo dopo altri due mesi – continua Mancin – non abbiamo ricevuto dal Comune una conferma scritta sulla possibilità di utilizzare questi locali o informazioni precise. Solo notizie a voce e senza certezze".

"Così la decisione dei volontari: l’ambulatorio di quartiere di Lumellogno dal 6 novembre 2023 chiuderà fino a data da destinarsi. Senza una risposta certa in tempi brevi, l’attività cesserà definitivamente".

"È paradossale – rimarca Bruna Luccioni - che a Lumellogno, dove ultimamente si sono ridotti tanti servizi essenziali, un’attività utile e gratuita come la nostra che funziona da 20 anni sia costretta a chiudere. Noi ci sentiamo abbandonati ed è un anno che cerchiamo una soluzione sollecitando continuamente il Comune".

"L’unica prospettiva per scongiurare la chiusura sarebbe l’uso temporaneo della sala riunioni nell’edificio della scuola, di proprietà comunale, nell’attesa che l’Amministrazione conceda all’associazione una sede definitiva nella ex Posta effettuando i lavori di adeguamento necessari".

"Ce l’abbiamo messa tutta – conclude Giorgio Mancin – e abbiamo chiesto anche un appuntamento con il sindaco Canelli, che a oggi non ci ha ricevuto. Negli ultimi giorni siamo stati contattati dal capo segreteria Mauro Franzinelli, ma purtroppo anche il suo interessamento non è poi corrisposto a una risposta scritta e certa parte del settore Patrimonio sulla disponibilità della ex Posta, inerente tempi, costi a nostro carico e condizioni d’uso. Solo l’ennesima promessa a voce. Non sappiamo più a quale porta bussare per non interrompere un servizio a favore della comunità lumellognese e cittadina".

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