Maltempo in Piemonte: il presidente Cirio chiede lo stato d'emergenza

Le forti piogge delle ultime ore hanno provocato danni ingenti in tutta la regione. Nel novarese e Vco i danni maggiori si sono registrati nel bacino del Toce e del Sesia

Il Maltempo a Grignasco, Bassa Valsesia - Foto dalla pagina Facebook dell'assessore comunale Roberto Beatrice

Undici dispersi, interi paesi isolati, strade crollate e ponti chius. E' questa la situazione critica che si è venuta a creare nella notte in molte zone del Piemonte in seguito alle forti piogge che si sono abbattute sulla regione a partire dal pomeriggio di ieri, venerdì 2 ottobre, provocando esondazioni, frane, allagamenti e ingenti danni a edifici e infrastrutture.

In una nota stampa della Regione, il presidente Alberto Cirio sottolinea "la preoccupazione per i dispersi, di cui sono ancora in corso le ricerche, e per gli enormi danni al territorio che i sindaci delle aree più colpite descrivono in alcuni casi peggiori del ‘94".

Nella mattinata di oggi, sabato 3 ottobre, Cirio ha sentito il capo dipartimento della Protezione Civile Borrelli e si è confrontato con il governatore ligure: insieme chiederanno lo stato d’emergenza. Tutta la Giunta è operativa in questo momento sul territorio e gli assessori stanno monitorando e presidiando fisicamente le aree più colpite.

Frane, allagamenti, strade chiuse e blackout: i danni causati dalla pioggia tra novarese e Vco

L’assessore alla Protezione civile Marco Gabusi ha sottolineato come desti preoccupazione il fiume Sesia, "la cui piena sta passando ora, senza contare tutti i danni, le frane, le strade allagate, i borghi isolati".

Nel novarese e Vco i danni maggiori si sono registrati nel bacino del Toce e del Sesia, con frane, allagamenti e cadute di alberi. In allerta la diga Ceppo Morelli, in Valle Anzasca. Le forti piogge della notte hanno inoltre determinato la disalimentazione di 55mila utenze elettriche in tutto il Piemonte, di cui 14200 nel novaresee 14mila nel Vco. Gli operatori sono al lavoro per il ripristino del servizio.

Al lavoro per fare fronte alla situazione 249 volontari, di cui 174 del Coordinamento regionale di Protezione civile, 72 del Corpo Antincendi boschivi, 3 dell’Ana. Tutta la Protezione civile è sul territorio.

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