Coronavirus, nell'azienda novarese nascono le mascherine biodegradabili

Sono realizzate in Mater-Bi dalla Coccato & Mezzetti

Ogni giorno si usano milioni di mascherine, che inevitabilmente finiscono per essere gettate dopo qualche ora di utilizzo.

Legambiente e altri enti avevano già lanciato l'allarme sulla produzione mondiale di rifiuti, destinata ad aumentare ancora di più. Da Galliate però arriva la soluzione: si tratta di mascherine chirurgiche biodegradabili e conformi alla compostabilità dall'industria novarese Coccato & Mezzetti, che a Galliate produce con il marchio Promovita la materia prima idonea alla certificazione di dispositivi di protezione indi-viduale (DPI) e di dispositivi medici monouso (DM) ecofriendly. I prodotti Promovita (mascherine, tute e camici monouso) sono realizzati con Mater-Bi®, la bioplastica biodegradabile e compostabile brevettata dalla Novamont guidata da Catia Bastioli. Le mascherine monouso ecologiche ora sono realizzate su larga scala grazie a ingenti investimenti che hanno permesso di abbattere i costi e di renderle ancora più funzionali, leggere, esteticamente gradevoli e praticamente identiche alle comuni chirurgiche.

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"Da mesi le mascherine abbandonate nell’ambiente, agli angoli delle strade, perfino sulle spiagge sono tristemente diventate una presenza abituale e inaccettabile – spiega l’amministratore delegato
di Coccato & Mezzetti, Fabiano Vittorio Coccato –. Incrociando i dati dell’Ispra e diffusi da Legambiente si stima che in Italia vengano abbandonate circa 330mila mascherine al giorno, un rifiuto
indifferenziato che dovrebbe invece essere conferito all’inceneritore. Già a febbraio, alla ripresa della produzione per l’emergenza Covid-19, eravamo consapevoli di fornire un contributo importante per la salvaguardia ambientale, realizzando un dispositivo di protezione certificato, sicuro, assimilabile alle mascherine chirurgiche, ma con il valore aggiunto della biodegradabilità. Questa peculiarità per noi
faceva, e oggi più che mai, fa la differenza: sempre più persone si stanno accorgendo che le mascherine rappresentano anche una sfida ambientale e chiedono un prodotto sicuro ma anche rispettoso dell’ecosistema".

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