Giovedì, 18 Luglio 2024
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"Maturità al sicuro": la campagna della polizia contro le fake news sull'esame di Stato

Obiettivo dell'iniziativa, promossa da polizia e Skuola.net, è quello di informare correttamente gli studenti

Informare gli studenti e contrastare le fake news sull'esame di Stato. Sono questi gli obiettivi di "Maturità sicura", la campagna di sensibilizzazione promossa dalla polizia postale insieme al portale Skuola.net, che per il diciassettesimo anno consecutivo si pone proprio l'obiettivo di "smontare" le principali notizie false sugli esami di maturità.

"Le nuove tecnologie, con il costante sviluppo di 'aiuti' digitali, possono indurre in tentazione, diventando un possibile amplificatore di errori di comportamento, che, nelle peggiori delle ipotesi, possono addirittura portare all'esclusione dall'esame - spiega la polizia postale in una nota stampa -. Il rischio è concreto. Lo mostrano chiaramente le risposte date dai circa 1.000 maturandi raggiunti dal monitoraggio effettuato proprio da Skuola.net per la polizia di Stato a circa una settimana dal via della maturità 2024".

Secondo il monitoraggio effettuato da Skuola.net, quasi 1 studente su 4, ad esempio, è convinto che durante le prove scritte gli smartphone si possano tenere con sé in postazione. E se il 17% è consapevole che comunque i telefoni debbano rimanere rigorosamente spenti, il 6% pensa che si possano persino usare rischiando al massimo di essere richiamati o penalizzati in fase di correzione e non, come potrebbe avvenire, di vedere invalidato l'intero esame. La quota di coloro che potrebbero incappare in un uso scorretto dello smartphone all'esame, inoltre, aumenta del 20% rispetto all'anno precedente. 

Qualcosa di simile avviene con un altro "sorvegliato speciale": lo smartwatch, che proprio come lo smartphone non può essere utilizzato durante gli esami. In questo caso è quasi 1 studente su 6 (il 17%) a pensare che l'orologio tech si possa indossare e usare tranquillamente al polso durante le prove scritte, basta che non sia connesso a internet. Mentre il 4% è convinto che si possa usare senza alcuna limitazione anche per accedere alla rete. 

L'obiettivo di "Maturità al sicuro", però, non è soltanto quello di informare su possibili ipotesi di infrazioni ma anche di ricordare alcuni aspetti fondamentali del regolamento d'esame, il cui mancato rispetto potrebbe portare all'esclusione: dalla necessità di presentarsi con un documento di identità a quella di non introdurre altri fogli che non siano quelli forniti dalla commissione. Senza dimenticare le fake news vere e proprie: circa un quarto dei maturandi (26%) è infatti convinto che la polizia possa controllare gli smartphone "da remoto" per capire chi eventualmente sta copiando. E addirittura quasi la metà (46%) ritiene che, durante gli esami, i membri della commissione possano perquisire i candidati, alla ricerca di oggetti proibiti. 

Infine, c'è il tema delle tracce d'esame, in particolare di quelle dello scritto di Italiano. Sono infatti ancora troppi gli studenti che pensano di trovare in anticipo gli spunti da sviluppare il giorno della prova, soprattutto online. Ad sapere che online si possono trovare solo indiscrezioni, previsioni o, al massimo, degli esempi, è "solo" il 76% dei maturandi. Il 24%, invece, crede che quantomeno gli argomenti vengano diffusi prima; il 4% pensa che con le giuste mosse si possano mettere le mani con qualche ora di vantaggio sulle tracce vere e proprie; e oltre 1 studente su 3 immagina che il Ministero possa cambiare le tracce anche all'ultimo minuto. 

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