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In corteo vestiti da deportati, l'ospedale Maggiore: "Grave danno di immagine nell'operato della nostra dipendente alla guida dei No Green pass"

Il direttore generale dell'azienda ospedaliero-universitaria di Novara interviene dopo la manifestazione di sabato in città

"Pur rispettando il diritto di chiunque di manifestare non possiamo non rilevare i contenuti vergognosi e indegni di una società civile quale la nostra. Paragonare le norme sul Green pass ai campi di sterminio è un abominio che dimostra anche l’assoluta mancanza di conoscenza di quel terribile periodo storico".

E' il commento del direttore generale dell'ospedale Maggiore di Novara Gianfranco Zulian, che in una nota stampa dell'azienda ospedaliero-universitaria interviene dopo la manifestazione di sabato 30 ottobre, dove il corteo dei No Green pass, guidato dall'infermiera dell'ospedale Giusy Pace, ha manifestato per le strade del centro città vestiti da deportati nei campi di concentramento.

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"Nel comportamento della nostra dipendente, tra l’altro stigmatizzato anche dal suo sindacato di riferimento
- ha dichiarato Zulian - rileviamo un grave danno d’immagine nei confronti dell’Aou. Valuteremo nei prossimi giorni se e quali provvedimenti adottare".

Sulla vicenda è inoltre intervenuto anche l'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Novara: "Non intendo entrare nel merito di una vicenda vergognosa che è già stata commentata un po’ da tutti, istituzioni e partiti politici e che ha gettato discredito sull’intera città - ha affermato il presidente dell’Ordine Federico D'Andrea - ma vorrei cogliere l’occasione per riaffermare che il cosiddetto Green pass è un provvedimento di buon senso e che ha permesso che si possano svolgere le più svariate attività economiche. Lungi da essere una misura liberticida, è una norma che va a tutela di tutti i cittadini".

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"L’Ordine di Novara - ha concluso D'Andrea - ha partecipato attivamente nel mese di ottobre alla campagna 'Il vaccino ci salva la vita. Vacciniamoci contro il Covid-19' lanciata dalla Federazione nazionale degli Ordini: non ci stancheremo mai abbastanza di ricordare come la vaccinazione sia una conquista della scienza al servizio dell’umanità e che il vaccino contro il Covid-19 ci permette di tutelare la vita e la salute di tutti e di uscire finalmente dall’incubo pandemico".

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