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Martedì, 16 Agosto 2022
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Novara, No vax ancora in piazza con la pettorina dei deportati nei lager nazisti

A pochi giorni dalla Giornata della Memoria e della Run for Mem ancora accostamenti fra l'Olocausto e il green pass

I No vax sono tornati in piazza a Novara ed è rispuntata, di nuovo, la pettorina dei deportati nei lager nazisti.

Non sono evidentemente servite a nulla le polemiche e le proteste che si sono sollevate a ottobre, quando alcuni manifestanti avevano sfilato con le pettorine a righe e il filo spinato in mano: oggi, domenica 30 gennaio, Matteo Testa, uno degli organizzatori della manifestazione contro il green pass, si è presentato con una pettorina uguale "ma senza simboli e stelle gialle" ha detto. "Il farmacista libero", come si auto definisce sulla sua pagina Facebook, ha detto che non c'è alcun richiamo ai lager, ma la pettorina serve solo per ricordare che "ci sentiamo prigionieri di uno Stato che pone restrizioni alla nostra libertà". 

La manifestazione statica di oggi, a cui hanno preso parte una cinquantina di persone, si è tenuta in piazza Gramsci, la stessa piazza da dove domenica scorsa è partita la Run For Mem, la "Corsa della memoria verso il futuro” organizzata da Ucei, l’Unione delle comunità ebraiche italiane, insieme alla comunità ebraica di Vercelli, Biella, Novara, Vco. La stessa comunità ebraica aveva organizzato, pochi giorni dopo il corteo che scimiottava l'Olocausto che si è tenuto a ottobre, una manifestazione contro la stumentalizzazione della Shoah. "Chi protesta non ha il diritto di distorcere e far propri simboli che appartengono oggi all’intera società civile: non si può accostare una tematica come quella del Green Pass a quella del filo spinato dei lager, perché chi non sa e non ha compreso commette un’ulteriore violenza nei confronti delle vittime" aveva commentato la presidente della Comunità Ebraica di Vercelli, Novara, Biella e Vco, Rossella Bottini Treves.

L'organizzatrice della manifestazione di ottobre, Giusy Pace, infermiera all'ospedale Maggiore, era stata sospesa e la direzione dell'ospedale ha anche valutato una causa civile per il danno di immagine arrecato alla struttura ospedaliera. Da tutto il mondo politico e la societò civile italiana erano piovute critiche sul vergognoso accostamento tra l'Olocausto e l'obbligo di green pass. 

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