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Lunedì, 6 Dicembre 2021
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Novara, al San Giuliano un ecografo portatile in ricordo di Francesca Grosso

La giovane novarese è morta lo scorso anno per un tumore

Un dono in memoria di Francesca. L’ambulatorio di Cure palliative all’ospedale San Giuliano, sede distaccata dell’ospedale Maggiore della Carità di Novara è da qualche giorno in grado di realizzare ecografie ancora più efficaci e precise, grazie alla dotazione di una licenza d’uso dell’elastosonografia; applicazione per l’ecografo portatile, donata all’ambulatorio grazie alla generosità della famiglia e degli amici di Francesca Grosso; giovane novarese scomparsa lo scorso febbraio, a soli 33 anni, a causa di un tumore.

In memoria di Francesca, infatti, famiglia e amici hanno scelto di organizzare, attraverso la Fondazione Comunità Novarese onlus, una raccolta fondi in favore dell’associazione IdeaInsieme e del progetto PalliActive e il risultato è stato di una generosità tale da consentire l’acquisto di una licenza d’uso di questaspecialeindagine clinica con cui si misura l’elasticità dei tessuti o degli organi, in grado di rilevare noduli o formazioni anomale valutando il modo in cui i tessuti duri e molli vengono compressi.

Come ha spiegato il Dott. Simone Piazza“l’ecografo portatile è uno strumento fondamentale perché consente ai pazienti che si muovono con fatica di ricevere tutte le cure necessarie nello stesso luogo e in tempi stretti. Questo ecografo con ecodoppler, oggi, grazie alla donazione in memoria di Francesca Grosso, è stato dotato dell’elastosonografia e consente esami ancora più precisi, efficaci ed efficienti anche in uno stato avanzato di malattia”.

“Le Cure Palliative– ha spiegato la Dott.ssa Elvira Catania che dirige la Struttura– si occupano dei pazienti nella loro completezza; non soltanto nel loro essere malati. Ciò si riscontra anche in quella che noi chiamiamo Sala dell’Accoglienza in cui si trovano tanti ricordi dei pazienti. Tracce che richiamano il loro essere persone. Da qualche tempo, gli studenti di Medicina del sesto anno affrontano un tirocinio qui nell’Ambulatorio, con l’obiettivo di diventare più attenti e sensibili, a questa parte del lavoro”.

“Oggi, sempre di più– ha aggiunto il Direttore Generale dell’Ospedale “Maggiore” di Novara, Dott. Gianfranco Zulian– la medicina si sta “umanizzando”, affiancando la cura del corpo a quella dell’anima. Gesti di solidarietà come questoconsentono di migliorare le possibilità di cura dei pazienti più fragili; sono doni davvero preziosi”. 

La donazione è stata effettuata in favore dell’Associazione IdeaInsieme, presieduta da Margherita Zanetta: “Crediamo che le sinergie tra famiglie dei pazienti, medici e istituzioni – ha detto– siano un frutto importante del lavoro sulla comunità, in termini di cultura del dono. Quando si parla di cure palliative non si può parlare di guarigione ma si può sempre migliorare la qualità degli interventi”.

Da anni, l’Associazione IdeaInsieme è sostenuta da Fondazione Comunità Novarese onlusche, anche in questa occasione, ha fatto da collettore: “Ci sono momenti– ha commentato il Presidente di FCN, Prof. Davide Maggi– in cui le parole non servono più e quindi si lascia spazio allo spirito. Il dono di questa famiglia è un gesto d’amore verso la comunità e non posso far altro che dire grazie. Ciò che hanno saputo fare la famiglia e gli amici di Francesca è stato proprio creare amore; l’unica cosa che non muore mai”.

“Ci teniamo a ringraziare tutti– ha dettoChiara Grosso, sorella di Francesca, presente insieme alla mamma Antonella, al papà Ciriaco, alla sorella Federica e al marito Simone– questoè stato un momento doloroso in quanto il ricordo di Francesca è ancora così vivo ma, allo stesso tempo, ricco di emozioni perché ci ha permesso di toccare con mano il frutto della raccolta in sua memoria e il risultato dell’enorme generosità di tutte le persone che hanno partecipato. In uno scritto di Francesca, che abbiamo trovato dopo la sua morte, lei aveva espresso tra i suoi desideri in vita, quello di poter aiutare il prossimo e si lamentava di non esserci ancora riuscita. In un certo senso, in questo modo ci è riuscita e da una tragedia così grande almeno è scaturito qualcosa di buono. La scelta di una raccolta fondi per IdeaInsieme è nata per ringraziarli del lavoro meraviglioso che fanno, del supporto che riescono a dare in momenti devastanti sia per il malato, sia per la famiglia. C’è professionalità ma c’è anche empatia, sensibilità, attenzione. Si prendono cura anche della dimensione umana e spirituale del malato e questo non ha eguali”.

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