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Tre anni fa l'arresto per spionaggio: Ahmadreza Djalali in gravi condizioni ha bisogno di cure mediche

Il ricercatore si trovava a Teheran su invito dell'università per un lavoro, non è ancora stato liberato

I colleghi con cui collaborava all'Upo di Novara lo aspettavano, poi si sono preoccupati perché non era sua abitudine fare ritardo, anzi. Tre anni fa, il 25 aprile 2016 Ahmadreza Djlali, il ricercatore iraniano legato all'Italia e in modo particolare a Novara per l'Upo e il Crimedim, è stato incarcerato con l'accusa di spionaggio. 

Da tre anni tutti si sono messi al lavoro per chiedere la sua liberazione. Da tre anni i sentimenti sono un mix di rabbia e disperazione, perché per Djalali era stata anche annunciata la pena di morte poi sospesa.

Ma all'uomo vengono negate le cure mediche e la sua salute peggiora sempre di più. Dal Centro per i diritti umani in Iran il messaggio è chiaro: "Ahmad ha bisogno di cure urgenti, abbiamo preparato una lettera d'appello affinché lo stato possa liberarlo".

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