Mercoledì, 23 Giugno 2021
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Coronavirus, Cirio: "Ordinanza in Piemonte prorogata fino al 14 o al 20 aprile"

L'annuncio in consiglio regionale

Repertorio

Che la scadenza del 3 aprile per le ordinanze che limitano le attività produttive, e non solo, fosse da spostare era ormai chiaro a tutti.

Il presidente Alberto Cirio oggi,  31 marzo, ha anticipato in Consiglio regionale che la sua ordinanza sulle misure di contenimento del Coronavirus sarà senz’altro prorogata oltre il 3 aprile. La nuova scadenza potrebbe essere fissata al 14 o al 20 aprile e sarà decisa probabilmente giovedì dopo un incontro con i capigruppo: "Abbiamo fatto una scelta di rigore fin dall'inizio, e così siamo andati avanti adottando misure più restrittive di quelle nazionali ancorate tutte al 3 aprile, ma ora è evidente che questa data non potrà essere rispettata. Tornare a normalità il 3 aprile sarebbe una follia. Si tratta ora di vedere per quanto tempo prorogare".

Cirio chiede poteri straordinari

Cirio ha dichiarato nel corso della seduta odierna in videoconferenza del Consiglio regionale che occorrono poteri straordinari per gestire l'emergenza Coronavirus: "Con le regole vigenti tra due anni saremmo ancora qui. Per agire in tempi rapidi, come è assolutamente necessario, abbiamo bisogno di poteri straordinari, come è stato fatto per la ricostruzione del Ponte Morandi. Al sindaco di Genova è stato concesso di derogare a una serie di norme, il che gli permetterà presto di inaugurare il nuovo ponte”.

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"Chiedo dunque al Consiglio regionale - ha aggiunto - di valutare l'approvazione di un documento perché io possa chiedere al Governo poteri straordinari. Senza di essi rischiamo che tutto il lavoro venga ritardato, ma i tempi sono di grande urgenza. Se non allentiamo le regole, soprattutto in vista della ricostruzione post emergenza, rischiamo di trovarci pericolosamente impantanati nella burocrazia".

"La prima linea contro il virus sono i comportamenti delle persone"

In Consiglio regionale è poi intervenuto l’assessore alla Sanità, Luigi Icardi, dichiarando che “la sanità è la seconda linea, la prima sono i comportamenti delle persone. Se ci sono falle, rischiamo di essere travolti”.

Ha poi fornito alcuni dati: la classe di persone più colpita è quella dai 40 ai 70 anni, mentre tra gli ultra70enni si registra il maggior numero di decessi; i primi 500 decessi sono stati tutti di persone pluripatologiche tranne 28, e solo 9 erano in buono stato salute, e quindi il Covid è concausa e non causa della morte.

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