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Sabato, 29 Gennaio 2022
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Peste suina africana: "Serve una nuova legge per il contenimento della fauna selvatica"

Il presidente Cirio e l’assessore all’agricoltura Protopapa chiedono una revisione normativa

Dalla giornata di venerdì è in atto con massima attenzione un monitoraggio puntuale delle zone probabilmente coinvolte da casi su cinghiali di Psa, peste suina africana, individuati tra il basso Piemonte e la Liguria.

In attesa della definizione delle aree del territorio da sottoporre a restrizioni per gestire i rischi associati alla diffusione della malattia, l'Istituto profilattico e l'assessorato alla Sanità, supportato dall’assessorato all'agricoltura, si sono subito attivati per la gestione di questa emergenza. Sono in corso continui e costanti confronti con il Ministero, che sarà prossimo ad emanare i dati ufficiali che riguardano le zone coinvolte e definire le azioni che saranno da intraprendere coinvolgendo i Comuni, le Province e anche gli ambiti territoriali di caccia e le aziende venatorie.

“Come in più occasioni richiesto ai Ministeri competenti dal Piemonte, insieme a tutte le altre Regioni, è necessario che le istituzioni preposte riprendano definitivamente in mano la legge 157/92 per adeguarla alle esigenze attuali con una riforma radicale della legge sulla fauna selvatica - sottolineano il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore all’agricoltura Marco Protopapa -. Con le norme attuali e la carenza di personale per il controllo non si è più in grado di contrastare il fenomeno di proliferazione dei cinghiali”. Nel limite delle possibilità concesse, a dicembre la giunta regionale ha adottato per la prima volta una delibera che estende la possibilità per la stagione venatoria 2021-2022 di applicare dei piani di prelievo numerico-selettivi della specie cinghiale per il periodo compreso tra il 1° ed il 31 gennaio. “L’intensificarsi dei casi di peste suina africana in tutta Europa - aggiungono il presidente e l’assessore - deve aumentare l’attenzione delle istituzioni ad ogni livello, anche UE, per tutelare le produzioni zootecniche e l'economia delle nostre aziende, attivando decisioni urgenti che mettano in condizione le Regioni di poter operare su questa annosa criticità”.

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