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Una petizione per fermare Squid Game ha davvero senso nel 2021?

La proposta shock della novarese Fondazione Carolina dopo le segnalazioni di numerosi bambini che ripetono a scuola giochi violenti visti nella serie tv

La novarese Fondazione Carolina ha lanciato una petizione per bloccare la visione di Squid Game, la popolare serie che, a quanto sembra, ha raggiunto anche i bambini.

L'allarme è stato lanciato dopo diverse segnalazioni di bambini che "giocano a Squid Game" alle scuole elementari o addiruttura all'asilo. Ma, nel 2021, ha davvero senso cercare di fermare la messa in onda, o meglio lo streaming, di una serie tv? Facciamo un passo indietro: la Fondazione Carolina svolge il suo encomiabile lavoro ormai da diversi anni. É nata grazie all'iniziativa di Paolo Picchio, padre di Carolina, la giovane novarese che si è tolta la vita nel 2013 e che è considerata la prima vittima del cyberbullismo in Italia. La onlus ha portato avanti molte battaglie per proteggere giovani e giovanissimi dai pericoli del web, sensibilizzando genitori e insegnanti, e portanto alla legge contro il cyberbullismo approvata nel 2018.

La petizione per fermare Squid Game della Fondazione Carolina

Squid Game invece è una serie coreana che ha avuto un grande successo su Netflix: centinaia di individui vengono rinchiusi insieme e sono obbligati a "giocare" a giochi apparentemente infantili, ma che hanno un esito mortale. Si tratta chiaramente di un prodotto inadatto ai bambini, come per altro specificato proprio da Netflix, che ne consiglia la visione ad un pubblico sopra i 14 anni. Allora perchè la Fondazione Carolina chiede che questi contenuti non siano più visibili? Perchè, come spiega la stessa Fondazione, "il fenomeno Squid Game pervade il quotidiano dei bambini attraverso i "per te" di TikTok, ovvero i contenuti consigliati dal social network più popolare tra i giovanissimi. Un accerchiamento che passa per tutte le principali media company, da Facebook a Youtube, da Twitch a Instagram, passando per WhatsApp e Telegram". É la stessa Fondazione poi a specificare che la "colpa" è imputabile, principalmente, ai genitori. 

Però il segretario generale della Fondazione Carolina, Ivano Zoppi, sottolinea che "quello di Fondazione Carolina non è un atto censorio, ma risponde alla necessità di far fronte alla sconfitta dei parental control e alla crisi della genitorialità". Ma la crisi della genitorialità può essere risolta bloccando alcuni contenuti considerati particolarmente violenti? Tutte le piattaforme di streaming e i canali "tradizionali" ogni giorno mettono a disposizione del proprio pubblico decine di contenuti decisamente inadatti ai più piccoli, eppure continuano ad essere trasmessi. Perchè proprio Squid Game? Certo, la serie ha avuto un grande successo, tanto da diventare un vero e proprio fenomeno mediatico e da essere ripresa poi in tutti i social in ogni salsa. Ma, come Netflix consiglia la visione ad un pubblico sopra i 14 anni, così i social non dovrebbero essere usati, per legge, da chi non ha ancora compiuto 14 anni. "A questo punto, l’unica soluzione possibile - dice Zoppi - sembra la censura vecchio stampo". Ma avrebbe senso censurare Squid Game quando ogni giorno questi bambini hanno accesso in maniera incontrollata praticamente ad ogni contenuto disponibile sul web? Forse la risposta è sempre la stessa: "i grandi assenti sono proprio i genitori". 

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