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Coronavirus: il Piemonte resta in zona gialla, "ma gli ospedali sono sempre in crisi"

Il commento dell'associazione dei medici e dei dirigenti sanitari del Piemonte

Il Piemonte resta in zona gialla: la Regione è riuscita ad evitare il passaggio in area arancione aggiungendo 970 posti in area medica (ai 5.824 che facevano già parte della potenzialità del Piemonte).

In questo modo, nella nostra regione la il tasso di occupazione dei posti letto ordinari è rimasto al di sotto della soglia del 30% (superata la quale, avendo già oltrepassato il 20% di occupazione dei posti letto in terapia intensiva, sarebbe scattato il passaggio in zona arancione).

Il Piemonte può quindi continuare a rimanere in zona gialla, ma secondo Anaao Assomed Piemonte, l'associazione regionale dei medici e dei dirigenti sanitari, "gli ospedali sono sempre in crisi".

Secondo Anaao Assomed Piemonte, infatti, la nostra regione è riuscita ad evitare la zona arancione "non per il numero di pazienti in rianimazione né per l’incidenza di positivi né tanto meno perché la pressione sugli ospedali sta calando. Ma per una iniezione di posti letto per acuti da parte del privato (500 letti) e una riorganizzazione dei posti letto nelle Asl (altri 470 letti)".

"Le terapie intensive hanno superato il limite del 20% di letti occupabili dai pazienti Covid per poter garantire l’assistenza rianimatoria ai pazienti non Covid - si legge in una nota stampa dell'associazione sindacale -. In base a questi dati, saremmo in zona arancione, non gialla".

"Se i colori delle Regioni non sono solo un fatto estetico ma concreto - continuano da Anaao Assomed Piemonte - ci aspettiamo che si trovino nuovi letti di terapia intensiva per poter curare tutti e che ci venga detto in quali Asl sono stati creati 470 posti in area medica: le riorganizzazioni aziendali devono prevedere il confronto sindacale, e noi non ne sappiamo nulla. Dove sono questi nuovi letti? Ci aspettiamo che venga incrementato proporzionalmente il personale: se i letti nel Ssn sono aumentati di 470, di quanto sono aumenti i medici per seguire questi 470 pazienti? Ci aspettiamo che vengano subito riaperte le prenotazioni per le visite, gli accertamenti e gli interventi chirurgici dei pazienti non urgenti e che venga riattivata l’intramoenia dei medici ospedalieri".

"I pazienti continuano ad aspettare gli esami - concludono da Anaao Assomed Piemonte - o a pagarseli di tasca propria per poterli eseguire in tempi accettabili. I medici continuano a lavorare in condizioni estreme. Ma siamo in zona gialla. Per fortuna, non certo la fortuna dei malati".

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