Martedì, 15 Giugno 2021
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Impronte digitali e tecniche di 100 anni fa: così la polizia scientifica ha identificato la vittima dell'incidente di Borgomanero

I tecnici raccontano come sono riusciti a identificare il corpo

Strumenti di "una volta" (a sinistra) e moderni a confronto

Una conferenza stampa particolare quella che si è tenuta in Questura martedì 20 aprile, per raccontare l'impegno di chi lavora nell'ombra, ma è essenziale per risolvere i casi.

Partendo da un tragico fatto avvenuto appena qualche giorno fa gli agenti della polizia scientifica hanno spiegato come svolgono il loro lavoro, con tecniche moderne alla Csi, ma anche con metodi che hanno più di 100 anni. Nel terribile incidente avvenuto il 6 aprile a Borgomanero una donna di 47 anni ha perso la vita: la sua auto si è schiantata contro un palo eha preso fuoco. Era quindi necessario identificare con certezza il corpo, perchè non sarebbe stato sufficiente l'identificazione tramite il numero di telaio dell'auto. Qui sono entrati in gioco gli agenti della scientifica, che hanno svolto un lavoro magistrale per risalire all'identità della vittima.

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La donna infatti non aveva parenti in Italia, se non un figlio minore, e sarebbe stato troppo lungo e complesso richiedere i campioni di dna per un confronto. "Siamo stati sul luogo della tragedia fino alle 4 del mattino - ha spiegato il responsabile del gabinetto della polizia scientifica di Novara - Poi siamo andati in obitorio e abbiamo cercato di prelevare le impronte digitali. Purtroppo, a causa delle condizioni della salma, l'epidermide era compromessa. Abbiamo quindi dovuto lavorare con metodi di quasi 100 anni fa: oggi siamo abituati a scanner e altri mezzi più moderni, ma in questo caso non era possibile. Abbiamo iniettato nei polpastrelli un liquido che reidratasse il derma e poi siamo riusciti, con molta pazienza, a prelevare le impronte con l'inchiostro, come si faceva una volta. La vittima era presente nei database perchè straniera residente in Italia e quindi abbiamo potuto identificarla con assoluta certezza".

Le impronte digitali hanno un'importanza essenziale nelle indagini, non solo per quanto riguarda le identificazioni di vittime delle tragedie, ma anche per scoprire gli autori di reati. Nell'arco dell'ultimo anno la scientifica di Novara ha lavorato su decine di casi, in molti dei quali si è riuscito a trovare il colpevole proprio grazie alle impronte. Rapine in tabaccherie, furti in abitazioni, negozi, palestre e ristoranti risolti proprio grazie al certosino e instancabile lavoro degli agenti della scientifica. "Del lavoro della scientifica si sa molto, ma si conosce poco - ha detto il questore Rosanna Lavezzaro - ho voluto convocare questa conferenza stampa proprio per elogiare l'impegno di queste persone, che sono importantissime per le indagini".

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