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Lunedì, 6 Dicembre 2021
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Novara, un premio alla ricerca dell'ospedale Maggiore sul post-covid

Nella motivazione si legge che il premio è un "ringraziamento per liimpegno a tutela della salute pubblica"

Un progetto di ricerca del prof. Mattia Bellan (della Struttura complessa Medicina 1, diretta dal prof Mario Pirisi, dell’azienda ospedaliero-universitaria di Novara) ha ricevuto un importante riconoscimento: il premio "Recti eques - Paladini italiani della salute" e ha ricevuto l’attestato dalle mani dle prof. Walter Ricciardi, presidente della Federazione Mondiale di Sanità Pubblica e consulente del Ministero della salute.

Nella motivazione si legge che il premio è un "ringraziamento per l'impegno a tutela della salute pubblica".

"La ricerca - spiega il prof. Bellan - ha valutato la presenza di sequele psicofisiche del covid a 4 mesi dalla dimissione dal nostro ospedale su 238 pazienti della cosiddetta 'prima ondata'; il lavoro è stato pubblicato sulla rivista Jama Network Open a gennaio 2021 e da allora ha ricevuto numerose citazioni su riviste scientifiche. L’ultimo riconoscimento certifica ulteriormente la qualità di questo progetto di ricerca, la cui forza è stata rappresentata dal suo spirito altamente collaborativo e multidisciplinare".

"Non sarebbe stato possibile condurre questo studio senza il supporto dell'Aou - continua il prof. Bellan - che ha sponsorizzato il progetto, oltre che di tutti i co-sperimentatori. Ci tengo in particolar modo a ringraziare il dott. Piero Emilio Balbo e il dott. Filippo Patrucco (Malattie dell’apparato respiratorio), le prof.sse Patrizia Zeppegno e Carla Maria Gramaglia (Psichiatria), il dott. Alessio Baricich (Medicina fisica e riabilitativa), il prof. Giuseppe Patti (Cardiologia 1) e il prof. Vincenzo Cantaluppi (Nefrologia - centro trapianti rene), oltre che ovviamente il prof. Mario Pirisi, che ha supportato costantemente questo lavoro".

"Un ringraziamento speciale - conclude - lo vorrei riservare a tutti i medici in formazione che hanno partecipato attivamente ed entusiasticamente a questo progetto; il loro contributo sia nella gestione clinica dell'emergenza covid, che nella ricerca ad essa correlata, è stato fondamentale, e senza la loro collaborazione, non avremmo mai potuto portare a termine questo lavoro".

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