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Centri commerciali, negozi chiusi nei weekend e nei festivi: “Un danno per i cittadini e per i lavoratori” 

L'appello di NovaCoop: "Il Dpcm va rivisto e corretto"

Foto di repertorio

Centri commerciali, negozi chiusi festivi e pre: “Un danno per i cittadini e per i lavoratori”. E’ questo l’appello che lancia NovaCoop a sostegno della posizione di preoccupazione espressa in modo unitario da Ancc-Coop, Ancd-Conad, Cncc - Consiglio nazionale dei centri commerciali, Confimprese e Federdistribuzione in relazione alle nuove limitazioni imposte ai punti vendita presenti all’interno dei centri commerciali nel Dpcm del 3 dicembre. 

Nel decreto ci sono limitazioni di apertura per i negozi nei centri commerciali nei giorni festivi e pre festivi, 11 in tutto fino al 31 dicembre: oggi, lunedì 7, l’8 dicembre, i weekend del 12/13, 19/20 e 26/27 e il 25 e 31 dicembre. E NovaCoop non ci sta: “Questa nuova limitazione comporta la chiusura dei punti vendita non alimentari dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi del periodo natalizio, configurando una grave limitazione al servizio dei cittadini, un pesante danno economico a tantissimi operatori del commercio e dei loro lavoratori e avvallando una misura contradditoria rispetto alle necessità di prevenzione sanitaria perché porterà indubbiamente, in concomitanza alle giornate di chiusura previste, a un aumento degli assembramenti nei centri cittadini, - dice il presidente della cooperativa Ernesto Dalle Rive - La misuraaccresce inoltre l’incertezza interpretativa di cui continuano a essere vittima le attività di vendita di supermercati e ipermercati, in balia di possibili interpretazioni ulteriormente restrittive delle normative che potrebbero inibire la vendita di generi indispensabili per i nostri clienti e i nostri soci. E’ evidente che complessivamente questa decisione del Governo, alterando la libera concorrenza, penalizza la grande distribuzione e, in particolare, soprattutto i negozi, spesso a conduzione familiare, che operano nelle gallerie degli ipermercati e nei centri commerciali che tanto hanno fatto e investito per garantire, anche in questa fase, un atto di acquisto svolto nelle migliori condizioni di sicurezza”.

La richiesta al Governo è chiara: “Il Dpcm va rivisto e corretto, eliminando le limitazioni agli esercizi che operano nei centri commerciali, cancellando in tal modo una ingiustificabile disparità di trattamento fra esercizi che svolgono lo stesso servizio, rilevando che si tratta di strutture sicure, in grado di operare rigidi controlli per assicurare lo svolgimento della spesa in totale sicurezza per i lavoratori e per i clienti”.

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