Novara, mondo dello sport e della danza in piazza: "Fateci lavorare in sicurezza"

In piazza Gramsci la protesta silenziosa e pacifica contro le misure dell'ultimo Dpcm del Governo

Il sti-in in piazza Gramsci

"Fateci riaprire almeno il sabato e la domenica, quando la mobilità cittadina è molto ridotta, per il resto della settimana potenzieremo con classi a distanza. Ma consentiteci di lavorare e di farlo in sicurezza, pagate gente che venga a controllare che stiamo facendo bene. Lo sport e la danza sono vita, così ce la state togliendo, invece noi vogliamo celebrarla".

E’ il grido all’unisono di tutti coloro che oggi, sabato 31 ottobre, si sono ritrovati in piazza Gramsci a Novara per esprimere il proprio "No" nei confronti delle restrizioni messe in campo dall’ultimo Dpcm. Il mondo della danza e dello sport hanno scelto di protestare, in modo silenzioso, pacifico, ordinato, nel rispetto delle regole attuali e al loro fianco hanno avuto anche l’amministrazione comunale e quella provinciale.

"Vogliamo lavorare trovando un modo insieme che sia il migliore per fare tutto in sicurezza. Vogliamo il benessere dei nostri ragazzi, non potremmo mai esporli al rischio o metterli in pericolo, - ha detto Tiziana Napoli, fra le ideatrici della manifestazione -  Sì, noi siamo untori, portatori sani di un virus che non ti dà più scampo: si chiama vita. Noi siamo portatori sani di vita".

La piazza questa mattina era popolata di sportivi, di danzatori, in silenzio, con i cartelli, qualcuno poco per volta ha lasciato a terra un paio di scarpette, una palla, una divisa, un pezzo della propria quotidianità sportiva. "Sappiamo che non riapriremo domani e che forse ci sarà una chiusura totale, ma vogliamo manifestare il nostro pensiero".

Presente durante il sit-in dei ristoratori, presente anche oggi, sabato 31 ottobre, il primo cittadino Alessandro Canelli e con lui l’assessore Marina Chiarelli e il consigliere provinciale Ivan De Grandis: "Vi porto la solidarietà dell’amministrazione per questo periodo duro. Questo Dpcm ha voluto chiudere quelle che sono ritenute probabilmente delle attività non essenziali, ma per noi non è così. Senza queste attività cade veramente tanto, relazione fra persone, capacità di costruire educazione per i ragazzi, una comunità più sana dal punto di vista fisico e psicologico. Noi abbiamo pochi margini di azione, - ha dichiarato Canelli - bisogna tenere conto la dinamica epidemiologica. Dispiace che molti hanno fatto sforzi e investimenti ed evidentemente questo non è servito. Una parte delle risorse comunali sarà destinata all’associazionismo che purtroppo sta pagando un prezzo altissimo. Non prometto che faremo chissà cosa, ma vi ascolteremo e dialogheremo con voi".

Durante la manifestazione gli addetti del mondo di danza e sport hanno espresso le proprie opinioni: "Siamo lavoratori di serie B per lo Stato. Siamo coscienti della nostra situazione lavorativa. Chiediamo che chi governa pensi anche a noi, noi vogliamo salvare il nostro lavoro, ma ci serve aiuto, - è stato letto durante gli interventi – ci siamo indebitati alla ripresa, ci siamo indebitati ora dopo aver trascorso l’estate. Ci avete mandato in vacanza, offriteci un bonus sport, i soldi destinati a noi, usateli per farci lavorare".

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