Con Fondazione Crt al via il recupero di 12 beni tutelati tra novarese e Vco

Sono in tutto 135 i "gioielli" artistici e architettonici che saranno recuperati tra Piemonte e Valle d'Aosta

Un particolare della chiesa di Santa Maria Assunta a Fontaneto d'Agogna

Oltre 130 "gioielli" artistici e architettonici del Piemonte e della Valle d’Aosta potranno rinascere con i 2,4 milioni di euro di contributi assegnati da Fondazione Crt tramite il bando "Restauri Cantieri Diffusi". Obiettivo di questa progettualità è recuperare beni immobili e mobili - campanili, facciate, pavimentazioni, tele, statue, libri, arredi lignei - sottoposti a tutela, e promuovere la conoscenza e la piena fruizione dei luoghi da parte di fasce sempre più ampie di pubblico.

Saranno quindi aperti nei prossimi mesi 135 cantieri, di questi 8 nel novarese e 4 nel Vco, che coinvolgeranno oltre 250 imprese mediopiccole del territorio. In particolare, nel novarese gli interventi riguardano: il restauro conservativo del campanile della chiesa di San Bartolomeo e San Giulio in Calogna a Lesa; la ristrutturazione di Casa San Martino dell’Abbazia benedettina Mater Ecclesiae a Orta San Giulio; la manutenzione straordinaria delle facciate nord e sud della chiesa di San Giuseppe a Galliate; il restauro e il risanamento conservativo della chiesa parrocchiale di San Bernardino a San Pietro Mosezzo; il progetto "Il Settecento nella Cappella della Madonna del Rosario" a Caltignaga; il restauro dell'altare ligneo e della tela "La Morte del Giusto" nella Cappella di San Giuseppe a Cavaglio d'Agogna; il recupero dell'abside della chiesa di Santa Maria Assunta a Fontaneto d'Agogna; il restauro del dipinto su tela "Madonna con Bambin e i Santi Giovanni e Rocco" ad Arona. Nel Vco, invece, sono previsti: il restauro della Cappella di Sant'Anna a Quarna Sopra; il restauro del porticato di ingresso della chiesa di Santa Marta a Verbania; il restauro e il risanamento conservativo della chiesa parrocchiale di Sant'Antonio di Cimamulera; il restauro dell'organo monumentale di Calasca Castiglione.

"La tutela del patrimonio storico, artistico e architettonico nel contesto paesaggistico e ambientale ha un ‘senso contemporaneo’, un legame identitario con la vita della comunità: per i mecenati del XXI secolo come le Fondazioni, salvare la memoria e la bellezza dei luoghi, in linea con i principi stessi della Costituzione, significa lavorare concretamente per il bene comune - afferma il presidente della Fondazione Crt Giovanni Quaglia -. Il progetto ‘Restauri’ unisce al valore culturale anche quello economico-occupazionale, particolarmente significativo in questo momento di estrema difficoltà per il Paese, restituendo fiducia, speranza e una prospettiva di ripartenza: l’apertura dei cantieri per il recupero delle opere, infatti, creerà nuove opportunità di lavoro sul territorio funzionali alla ripresa, rafforzando la capacità di ‘resilienza’ dell’intera comunità". 

"Oggi più che mai, a causa delle limitazioni imposte dalla pandemia, si comprende cosa significa non poter fruire della bellezza del patrimonio artistico-culturale e l’importanza di tutelarlo nel tempo - dichiara il segretario generale della Fondazione Crt Massimo Lapucci -. Grazie anche ai meccanismi di detrazione e agevolazione fiscale dell’Art bonus, il contributo di Fondazione CRT per la rinascita della ‘grande bellezza’ diffusa a livello locale ma di rilevanza anche nazionale, attiva un doppio circolo virtuoso: ridà fiato a molte imprese nel nord Ovest e mette a disposizione del territorio ulteriori risorse - 730mila euro nell’ultimo anno - concretizzando il ruolo strategico della filantropia per garantire che l’arte sia, al tempo stesso, una ricchezza da valorizzare nel presente, ma anche un’eredità per il futuro".

Salgono a oltre 2700 i beni fatti rinascere da Fondazione Crt, nell'ambito di Restauri Cantieri Diffusi, con un investimento di oltre 45 milioni di euro.
 

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