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Primario in piazza con i "no green pass": l'ospedale di Novara valuta provvedimenti disciplinari

Pietro Luigi Garavelli ha partecipato alla manifestazione di sabato. "L'ho fatto per fare informazione"

Pietro Luigi Garavelli

Si valutano provvedimenti disciplinari per il primario dell'ospedale Maggiore di Novara che sabato ha partecipato alla manifestazione contro il green pass.

Pietro Luigi Garavelli, primario del reparto di malattie infettive a Novara e membro del board nazionale contro il covid, è stato nominato qualche giorno fa Cavaliere della Repubblica per il suo impegno nelle cure domiciliari del coronavirus. Sabato 24 luglio era ad Alessandria, la sua città, e ha partecipato alla manifestazione, organizzata in tante piazze italiane, contro l'introduzione del green pass obbligatorio per numerose attività, da ristoranti e bar al chiuso a palestre, cinema e teatri.

"Non sono no vax"

Garavelli ha spiegato di non essere no vax e di non essere assolutamente contrario ai vaccini, anzi, ha chiarito di essere vaccinato lui stesso e la sua famiglia. Il medico ha ricordato che negli anni si è fatto portavoce di numerose campagne per la promozione dei vaccini proprio in veste del suo ruolo. Il primario ha spiegato di aver partecipato alla manifestazione, parlando con un megafono, per informare i presenti e per spiegare alcuni punti, perchè secondo la sua opinione le informazioni sui vaccini non sono sufficientemente chiare.

Possibili provvedimenti disciplinari

La sua partecipazione alla manifestazione però non è passata inosservata: la vicenda è stata ripresa da numerose testate. L'ospedale Maggiore di Novara, in cui Garavelli lavora come primario, ha fatto sapere che sta svolgento attente valutazioni per l'adozione di eventuali procedimenti disciplinari. 

Anche l'ordine provinciale dei medici chirurghi e odontoiatri sta prendendo una decisione su eventuali sanzioni nei confronti del primario. "Stiamo valutando – spiega il presidente Federico D’Andrea – se esistono i presupposti per un’azione disciplinare e se sarà il caso apriremo un procedimento. Esiste un Codice deontologico che obbliga i medici a tenere determinati comportamenti. La violazione di queste regole implica l’adozione di misure specifiche: si va dall’ “avvertimento” alla “censura” per arrivare alla sospensione e alla radiazione. L’Ordine provinciale fin dal primo momento ha sostenuto la campagna vaccinale: il vaccino è uno strumento importantissimo con il quale i sanitari si possono garantire contro il Covid-19 e, di conseguenza, garantire anche i cittadini. E il green-pass si inserisce perfettamente tra i provvedimenti che si possono adottare per contenere la pandemia".

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