Biandrate, ancora sorprese: dallo scavo archeologico riemergono 11 statue preistoriche

Il ritrovamento è eccezionale e riscrive la storia preistorica del Nord Italia

Una ripresa con il drone dello scavo

É lunga solo pochi centimetri, ma farà parlare di sè per parecchio tempo. La statuina neolitica femminile ritrovata a Biandrate durante gli scavi archeologici è infatti un qualcosa di raro, per non dire unico, nell'area occidentale della Pianura Padana. 

Dopo il ritrovamento eccezionale della "pantera" annunciato qualche mese fa, ora, a scavi conclusi, gli archeologi hanno voluto mostrare al pubblico il pezzo più incredibile ritrovato in un'area dove, di norma, non dovrebbe esserci alcuna traccia neolitica. E invece, sotto le fasi di epoca romana, sono state trovate tracce di un insediamento neolitico in pianura, praticamente mai documentato nelle nostre zone, e 11 statuine femminili, di cui una incredibilmente intatta.

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Le due fasi romane e la "pantera"

La zona Le Pievi ha riservato non poche sorprese agli archeologi impegnati nei lavori. "Sono emerse tracce di due complessi romani risalenti a due epoche diverse - spiegano Lucia Mordeglia e Francesca Garanzini, della Soprintendenza archeologica - rimasti sepolti per secoli sotto un terreno coltivato. La fase più antica, risalente al I secolo a.C., è costituita da un edificio di grandi dimensioni, probabilmente utilizzato come magazzino: l'ipotesi è che questa costruzione, di cui sono ancora visibili le fondazioni, sia stata demolita del tutto dopo la sua dismissione. In un periodo successivo, è stato poi edificato un complesso più articolato, costituito da vari ambienti di piccole dimensioni distribuiti lungo un asse nord-sud, in parte anche aventi funzione residenziale, utilizzato fino al IV secolo d.C.".

Durante gli scavi della parte romana, tra i materiali di risulta, è stata ritrovata la ormai famosa "pantera", una fibula in bronzo decorata. Dai confronti con spille simili è stato chiaro che si trattava di un oggetto di lusso ma che, soprattutto era un ritrovamento eccezionale in Italia, perchè la zona di provenienza di questo genere di manufatti è l'Est Europa. 

Lo scavo archeologico di Biandrate - La fibula a forma di pantera-2

Le sorprese neolitiche

La cosa che ha sorpreso di più però è stato il ritrovamento, sotto le fasi romane, di un'area di frequentazione neolitica. Erano già venute alla luce, durante lo scavo con la ruspa di alcune trincee di sondaggio, alcune pietre di accette neolitiche. "Dopo il ritrovamento, sporadico, pensavamo di non trovare altro risalente all'epoca preistorica - spiegano Mordeglia e Garanzini - Invece, con grande sorpresa, sotto la fase romana abbiamo trovato tracce di un insediamento neolitico, caso rarissimo in pianura."

asce neolitico-2

Le statuine neolitiche 

Ed è proprio in quest'area che è stata ritrovata una decina di statuine, una delle quali giunta a noi perfettamente integra, in posizione seduta e con i tratti del volto visibili. "La statua - spiegano le esperte - è databile attorno al V millennio a.C. e rappresenta un reperto sicuramente eccezionale, non solo perché è arrivata a noi perfettamente integra. Possiamo dire che l'intero ritrovamento, assume un grande valore sia per la sua localizzazione geografica, sinora inedita, sia per la quantità degli oggetti recuperati. Le origini e i modelli per questi manufatti vanno ricercati nei siti neolitici dell’area balcanica e greca: infatti, se diverse statuette sono già note in contesti neolitici soprattutto nel sud Italia, ma in generale lungo tutta la costa adriatica, sino a oggi precedenti in tal senso si fermavano per il nord Italia all'area parmense con uno o poco più esemplari, con la significativa eccezione di Ponteghiara (PR), con più di 80 oggetti recuperati. Gli oltre 10 manufatti di Biandrate costituiscono, pertanto, un complesso particolarmente consistente, che muta notevolmente il quadro delle attestazioni sulla diffusione geografica di questa tipologia di oggetti".

statuina neolitico intatta-3

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