Sciopero nazionale dei trasporti, blocco di treni e autobus: gli orari dello stop ai mezzi

L'agitazione di mercoledì 24 provocherà disagi

Giornata di caos per i mezzi pubblici in tutta Italia.

Mercoledì 24 luglio è stata indetta, dalle segreterie nazionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti e Faisa Cisal, un'agitazione sindacale che coinvolge tutti i settori del trasporto pubblico locale, ferroviario, merci e logistica, marittimo e porti, autostrade, taxi, autonoleggio.

Sciopero, autobus a rischio a Novara

Anche gli autobus saranno a rischio in città per quattro ore: secondo quanto comunicato dalla Sun, infatti, il personale viaggiante dell'azienda di trasporto novarese potrà scioperare dalle 13,30 alle 17,30, mentre il restante personale per le ultime quattro ore della prestazione lavorativa. 

Sciopero trasporti, gli orari Trenord

Sciopero ancora più lungo per i treni regionali. L'agitazione - ha fatto sapere Trenord - "interessa il personale delle infrastrutture ferroviarie Ferrovienord Spa dalle 9 alle 13 e Rfi rete ferroviaria italiana dalle 9 alle 17. Pur non interessando direttamente il personale Trenord, il servizio ferroviario regionale, suburbano, a lunga percorrenza e aeroportuale potrebbe subire variazioni".

"Nello sciopero non sono coinvolte le fasce orarie di garanzia", ha chiarito l'azienda, già coinvolta nello sciopero del 14 luglio. Quindi nella finestra oraria 9-17 si rischia il blocco completo, come raccontano i colleghi di MilanoToday

Sciopero trasporti, la situazione di Trenitalia e Italo

Non solo i convogli regionali, però. Perché a rischio saranno anche i treni nazionali, con Trenitalia e Italo che sono già corse ai ripari. 

"In vista della proclamazione di sciopero previsto dalle ore 09:01 alle ore 17:01 del giorno 24 Luglio 2019 - si legge in un comunicato di Nuovo trasporto viaggiatori - al fine di diminuire i disagi causati ai viaggiatori di Italo, si pubblica di seguito la lista dei treni garantiti".

Stessa scelta anche per Trenitalia, che ha già reso noto l'elenco dei convogli che saranno cancellati, mentre le Frecce circoleranno regolarmente. 

Sciopero generale dei trasporti, i motivi

“Per la prima volta nella storia più recente – afferma il segretario generale della Filt Cgil Stefano Malorgio – il Governo che si contraddistingue per l’assenza di risposte strategiche, non ha mai convocato le organizzazioni sindacali e lo ha fatto solo per sporadici incontri per la gestione delle singole crisi. A seguito di questo bisogno di scelte – chiede il dirigente nazionale della Filt Cgil – si deve aprire un confronto punto per punto su infrastrutture, politica dei trasporti e regole ed arrivare alla sottoscrizione di un Patto per i Trasporti che parta dall’aggiornamento del Piano Generale dei Trasporti e della Logistica e che tenga conto delle esigenze di mobilità di persone e merci”.

“L’Italia, dal punto di vista infrastrutturale, – spiega il segretario generale della Fit Cisl Salvatore Pellecchia – rischia di diventare la cenerentola d’Europa se non si sbloccano le opere che la fanno viaggiare fra sud e nord a due velocità. Il sistema di regolazione dei trasporti sta penalizzando sia le lavoratrici che i lavoratori del settore. Basta osservare cos’è accaduto nel trasporto aereo, dove al crescere del traffico una serie di aziende, anziché svilupparsi, sono entrate in crisi che durano tuttora. Allo stesso tempo nel settore ferroviario la liberalizzazione ha aperto le infrastrutture senza garantire alle imprese italiane condizioni di reciprocità verso i paesi europei. Inoltre le dichiarazioni dell’Autorità di regolazione dei trasporti destano inquietudine per i provvedimenti che dovrebbero colpire Rfi, mentre non è ben chiaro cosa si intenda per “aggiornamento del rapporto concessorio” per le autostrade”.

“Il Paese e i lavoratori dei trasporti hanno bisogno di regole, pianificazione e programmazioni - afferma il segretario generale della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi -. Siamo uniti per vincere la battaglia che abbiamo iniziato con gli scioperi nazionali di maggio scorso. Questo non è uno sciopero contro i due partiti al Governo, ma è uno sciopero politico contro l’immobilismo di questo Governo. Senza trasporti moderni ed efficienti, con tutti i lavoratori tutelati dai Ccnl, questo Paese non potrà ripartire”.

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