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Mercoledì, 10 Agosto 2022
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Sit-in a Novara per Ahmadreza Djalali: "Non possiamo tacere o abbassare la testa"

La manifestazione organizzata per chiedere che la condanna a morte del ricercatore sia fermata

Sono tanti i novaresi che sono scesi in piazza oggi, martedì 10 maggio, per chiedere di fermare la condanna a morte di Ahmadreza Djalali, il ricercatore iraniano-svedese che da 6 anni è detenuto in carcere in Iran e che sarà giustiziato il 21 maggio.

"Ahmad ha vissuto a Novara, ha lavorato nella nostra città, ha contribuito al progresso della comunità scientifica, ed è diventato a tutti gli effetti cittadino novarese onorario nel 2019 - ha dichiarato il sindaco di Novara Alessandro Canelli -. Quello che sta subendo da sei anni altro non è che un vero e proprio sopruso. La cosa certa è che non possiamo tacere o abbassare la testa di fronte ad una situazione di questo genere. La nostra voce è fondamentale e la vogliamo rivolgere alle varie diplomazie europee perché possano intervenire ponendo fine a questo dramma".

Il ricercatore iraniano-svedese, che ha lavorato per diversi anni a Novara, è accusato di essere una spia del Mossad ed è stato arrestato sei anni fa mentre si trovava a Teheran per una serie di conferenze. Per la condanna a morte "il tribunale si è basato su “confessioni estorte con la tortura quando Djalali, arrestato nell’aprile 2016, era in isolamento senza avere accesso a un avvocato" spiega Amnesty International.

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