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Siccità, la situazione idrica in Piemonte a fine gennaio: l'analisi di Arpa

Secondo lo studio di Arpa, gennaio 2023 ha registrato precipitazioni al di sotto della norma climatica 91-20

Qual è la situazione idrica del Piemonte all'inizio del nuovo anno? A questa domanda ha cercato di rispondere Arpa, analizzando lo stato della nostra regione a fine gennaio 2023.

Secondo l'analisi di Arpa, quindi, il mese di gennaio 2023 ha registrato precipitazioni al di sotto della norma climatica 91-20, con un deficit medio sostanzialmente uniforme sulla regione e quantificabile in circa 20 mm. Fanno eccezione, precisano da Arpa, le zone alpine occidentali al confine con la Francia ed alcune aree dell'alessandrino al confine con il pavese, dove le piogge o le nevicate del mese di gennaio sono state al disopra della norma, seppur non di molto.

"Considerando che invece il mese di dicembre 2022 si era chiuso con un saldo positivo medio di pari valore - spiegano da Arpa - si osserva che a circa due terzi della stagione invernale 2022-2023, le precipitazioni solide e liquide registrate in regione risultano in linea con la climatologia degli inverni nel periodo di riferimento 1991-2020, anche se con alcune differenze sul territorio. Le zone alpine occidentali, infatti, grazie all'apporto delle nevicate invernali, mostrano anomalie complessive positive, seppur su valori non particolarmente importanti. D'altro canto, sono le zone pedemontane alpine agli sbocchi vallivi a mostrare, finora, una lieve anomalia negativa".

Sempre secondo Arpa, l'indice Spi (l'indicatore che consente di definire lo stato di siccità di una località) sulla scala dei tre mesi (da novembre a gennaio) "mostra come gran parte della regione si trovi in condizioni di normalità ma tendente alla lieve siccità, mentre le zone alpine e quelle più orientali sono in condizioni generali migliori, grazie alle precipitazioni di dicembre che sono state al di sopra della norma climatica. La situazione si complica sui 6 mesi, dove si vede come ampie zone del cuneese, del torinese e del biellese ed astigiano comincino a mostrare una situazione di siccità severa, mentre tutto il resto della regione sia in siccità moderata, salvo le Alpi occidentali che grazie anche alla neve caduta si mantengono in condizioni normali, seppur tendente al secco. L'indice Spi a 12 mesi. invece. rappresenta un Piemonte per la maggior parte ancora in condizioni di siccità (meteorologica) tra il severo e l'estremo, frutto dell'annus horribilis 2022 che ancora fa sentire i suoi effetti; si evidenzia come la poca pioggia caduta tra dicembre 2022 e gennaio 2023 non abbia consentito un recupero dell'importante deficit pregresso".

Per quanto riguarda le temperature, invece, "l’anno solare appena concluso è stato di gran lunga il più caldo almeno degli ultimi 6 decenni - precisano da Arpa - con mediamente quasi mezzo grado (0.4°C) in più rispetto alla norma climatica 1991-2020, che di per sé è già un trentennio di riferimento caldo. L'annata si posiziona sulla coda superiore della distribuzione storica delle temperature medie annuali in Piemonte. Anche il 2023 è iniziato all'insegna delle temperature ben sopra della norma climatica, anche se da metà gennaio l'arrivo di aria fredda dalla Siberia ha contributo a raffreddare temporaneamente l'atmosfera. Tuttavia, il saldo medio del primo mese dell’anno è comunque di 0.7°C al di sopra di un normale mese di gennaio. Le anomalie positive più pronunciate si sono osservate sulle pianure".

Anche il manto nevoso presente sul territorio regionale denota una situazione deficitaria: "Le scarse nevicate registrate da fine dicembre a metà gennaio e il protrarsi di condizioni con temperature superiori alla norma - sottolineano ancora da Arpa - hanno ridotto progressivamente lo spessore del manto nevoso: in particolare sui settori settentrionali alpini della regione gli spessori risultano al di sotto della media, con un deficit superiore, in alcune stazioni nivometriche, al 50%. Solamente sui settori occidentali e meridionali, in alta quota, il deficit risulta più contenuto grazie all'ultima nevicata di fine gennaio".

Infine, secondo l'analisi di Arpa, le portate dei corsi d'acqua del reticolo idrografico principale e secondario continuano ad essere ovunque inferiori ai valori medi storici di riferimento: "si registrano ancora importanti scostamenti negativi nel bacino del Sesia, oltre il 70%, e del Tanaro, oltre il 60%. Anche lungo l'asta del Po sono presenti valori degli scarti negativi compresi tra -70% a Torino e -56% a Isola S.Antonio, sezione di chiusura dell'intero bacino piemontese del Po".

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