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Novara, anche Stefania Sansonna dona il suo plasma per curare i malati di Covid-19

Il libero della Igor Novara: "Chi è più fortunato ha il dovere di tendere una mano a chi è in difficoltà"

Sansonna con lo staff del dott. Mascaro

Continua presso il Servizio di medicina trasfusionale dell’azienda ospedaliero-universitaria di Novara, , diretto dal dott. Gennaro Mascaro, l’attuazione del protocollo per l’utilizzo del plasma iper-immune da convalescenti (e per questo contenenti anticorpi) per la cura dei malati infettati da Covid-19.

Oggi, lunedì 7 dicembre, a donare il suo plasma si è recata all’Aou anche Stefania Sansonna, libero dell’Igor Volley Novara, che ha risposto ad alcune domande.

Come è nata l'idea di donare il plasma?
Nel corso della mia convalescenza, dopo aver contratto il Covid-19, ho letto tanto sulla terapia da plasma iperimmune. Così ho approfondito la cosa anche confrontandomi con i medici che mi hanno seguito nel percorso di guarigione e ho deciso che se avessi avuto i requisiti, avrei donato il mio plasma. Una volta guarita, sono entrata in contatto con il dottor Gennaro Mascaro e con il Servizio trasfusionale dell'ospedale Maggiore di Novara, cui ho parlato dei miei propositi. Ovviamente hanno accolto con entusiasmo questa mia volontà e così, con l'appoggio anche del mio club, abbiamo organizzato il tutto.

Cosa rappresenta per te questa donazione?
Credo sia a tutti gli effetti un gesto di amore e di speranza per la comunità. Nella sfortuna di aver contratto il Covid-19, nonostante il costante rispetto di regole e prescrizioni, posso dire di aver avuto la fortuna che il mio corpo ha reagito al meglio all'infezione. Per cui, nonostante qualche giorno di febbre alta e altri sintomi, sono riuscita a guarire bene e a sviluppare una forte risposta anticorpale. Così ho pensato di condividere questa mia 'forza', con la consapevolezza di dare anche un messaggio importante e con la speranza di dare un contributo significativo.

Come mai hai deciso di parlarne?
Sono stata educata ai valori della solidarietà, quegli stessi valori che ritrovo oggi nel club di cui faccio parte con orgoglio da sette stagioni. So che chi è più fortunato ha il dovere di tendere una mano a chi è in difficoltà e sono abituata a farlo in silenzio ma questa volta ho scelto di agire diversamente. Dopo aver parlato con i medici del centro trasfusionale, ho capito quanto sia importante sensibilizzare la gente a donare sangue in generale e in questo momento, in particolare, alla donazione di plasma. Così ho scelto di rendere pubblica questa mia decisione, con la speranza di essere da esempio ad altre figure pubbliche, del mondo dello sport e non solo, e soprattutto con l'obiettivo di spingere più persone possibile a fare altrettanto.

Qual è il messaggio che vuoi lanciare?
Donare è una di quelle azioni che 'arricchisce' in primis chi lo fa. A volte si teme che donando il sangue e ancor più il plasma si possa incorrere in problematiche di carattere fisico, ci si possa debilitare... ma non è assolutamente così. Poche ore dopo la donazione di plasma, sarò pronta ad andare in campo con le mie compagne per preparare le nostre prossime partite e lo farò ancora più forte e determinata dopo questa donazione. A chi è nelle mie stesse condizioni dico solo una cosa: donate! Tendete una mano a chi oggi è in
grande difficoltà: è il regalo più bello che possiate farvi.

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