Re Biscottino, come è nata la maschera storica del Carnevale novarese

Dal 1872 ad oggi: la storia del "re" della città

La Regina Cüneta e Re Biscottino, al secolo Giusy e Renato Sardo

Il Carnevale novarese torna anche quest'anno, con feste, sfilate e balli, come da tradizione.

E, come da tradizione, prenderà il via con la consegna della chiavi della città da parte del sindaco al "re" indiscusso del Carnevale, Re Biscottino, al secolo Renato Sardo.

La storia di Re Biscottino

Ma come è nata questa storica figura, simbolo della novaresità? La maschera di Re Biscottino nasce nel 1872, quando la città è stata ribattezzata per il Carnevale con il nome di "Biscottinopoli", in onore dei celebri biscotti Camporelli. La figura di sua moglie, la Regina Cüneta, è nata nel 1885 e oggi è "interpretata" da Giusi Sardo: il suo nome deriva da un'importante canale che fu realizzato a Novara dai Savoia intorno ai baluardi.

Carnevale 2020 a Novara: la grande sfilata per le vie della città

Il primo ad interpretare la figura del re del Carnevale è stato Arturo Merati, un pionere per la sua epoca, fondatore tra le altre cose del Velo Club Velocipedistico. Dopo di lui altri personaggi di spicco della scena novarese: dal marchese Giulio Tornielli al pittore Rinaldo Lampugnani, fino al figlio di Lampugnani, Achille, chirurgo di fama mondiale. La maschera riprese "colore" dopo la Seconda Guerra e fu interpretata dal giornalista e attore Cesare Tamagni, poi da Eugenio Pistone, noto organizzatore di manifestazioni sportive, fino a Giulio Genocchio, l'avvocato notissimo poeta dialettale.

Tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta però il Carnevale novarese ha perso importanza, fino all'arrivo nel 1982 di Enrico "Ricu" Tacchini, che ha saputo riportare in auge le antiche tradizioni, coinvolgendo i novaresi. Dopo vent'anni lo scettro è passato a Sandro Berutti, affiancato poi da Giusi Sardo nei panni della Regina Cüneta. Berutti, visti i suoi problemi di salute, ha "abdicato" nel 2017 a favore di  Renato Sardo, fratello della regina, prima di lasciarci nel novembre dello stesso anno

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