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Arona, tutto pronto per il Festival Teatro sull'Acqua: giorni intensi di prove

Prove aperte per la prima nazionale il 6 settembre; domani, 5 settembre, il primo appuntamento con Nori

Prove e giornate intense. Si avvicina sempre più la data del debutto nazionale di “Caro Pier Paolo”,  lo spettacolo piccolo gioiello di danza e poesia firmato da NoGravity che sarà accolto sul lagoscenico di Arona per la nuova edizione del Festival Teatro sull'Acqua. Mercoledì 6 settembre sono fissate le prove generali aperte al pubblico e la prima nazionale sarà giovedì 7 con repliche fino a domenica 10 settembre, sempre con inizio alle 21.30. 

Lo spettacolo, accompagnato dalla voce di Dacia Maraini e dalle più belle pagine del libro dedicato all’amico Pasolini, vede sulla scena Mariana Porceddu e le ballerine di V.Dance Studio di Veruska Neri. "Ho immaginato la scena come una composizione cinematografica. Ogni movimento del corpo segue l’incedere e il ritmo della frase, ogni gesto gioca con l’accento di una parola" ha detto il regista il regista Emiliano Pellisari.

Sulla scena per cinque repliche anche undici ballerine della scuola V.Dance Studio diretta da Veruska Neri: Ludovica Agazzone, Viola Bertona, Isabela Dedja, Carola Derosa, Viola Gallarate, Matilde Guglielmetti, Viola Martinotti, Elise Mimouni, Giorgia Ottolini, Carolina Sacco, Gloria Zanetta. E poi i remattori Roberto Forni, Simone Ruffoni, Patrick Varalli, Davide Rodella, Massimo Torre e Roberto Barbieri che faranno danzare anche le barche sul lago. Il progetto di Caro Pier Paolo, inoltre, è in continua crescita ed evoluzione: il regista Antonio Falduto realizzerà proprio nei giorni del festival una parte del documentario che verrà presentato alla Biennale di Venezia il prossimo anno.

Il primo appuntamento del festival sarà domani, martedì 5 settembre, alle 18.30 in piazza San Graziano con ospite Paolo Nori che, dialogando con Dacia Maraini, presenta “Vi avverto he vivo per l’ultima volta. Noi e Anna Achmatova”. Entrando nella vita di questa incredibile poetessa russa, Nori pone di fronte a un’urgenza crudele, a una figura che osserva: noi come siamo diventati e la Russia com’è diventata.

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