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Vaccini, l'appello del Piemonte al Governo: "Meno fogli e più fiale"

Il presidente e il vice presidente della Regione hanno incontrato il generale Figliuolo a Roma per chiedere uno snellimento della burocrazia e maggiori forniture. Intanto, dall’8 aprile al via anche le preadesioni per gli over 60

"Meno fogli e più fiale": è questo, in sintesi, l’appello che il Piemonte ha lanciato al Governo. A farsene portavoce personalmente il presidente della Regione Alberto Cirio, che ieri, martedì 30 marzo, si è recato a Roma per una giornata di incontri sulle priorità e le esigenze del Piemonte rispetto al piano vaccinale. Presente al suo fianco anche il vicepresidente Fabio Carosso.

Dopo l’incontro con il ministro per gli Affari regionali Mariastella Gelmini, nel pomeriggio il presidente Cirio si è confrontato con il generale Figliuolo e la struttura commissariale del Governo per analizzare in modo specifico la situazione piemontese.

In testa il tema delle forniture dei vaccini. La struttura commissariale, spiegano in una nota stampa dalla Regione, ha potuto constatare da parte del Piemonte una capacità quotidiana di somministrazione che ha ormai quasi raggiunto le 20mila dosi. Un obiettivo target che risente però inevitabilmente della disponibilità dei vaccini e può oscillare, come già successo negli ultimi giorni, a causa della scarsa giacenza di dosi.

L’obiettivo del Piemonte, assicurano dalla Regione, è non solo di garantire la capacità vaccinale attuale, ma di poterla potenziare. Al momento le consegne previste per il mese di aprile non permettono però al Piemonte di superare le 20mila somministrazioni al giorno. L’obiettivo della Regione è di arrivare a 30mila per la metà di aprile, per questo il presidente Cirio ha chiesto una fornitura aggiuntiva di 10mila dosi al giorno a partire dal 15 aprile, con la prospettiva di arrivare per il mese di maggio a 40mila somministrazioni quotidiane, che rappresenterebbero l’8% delle 500mila che la struttura commissariale del Governo si è data come obiettivo a livello nazionale.

"Il generale Figliuolo si è mostrato disponibile ad approfondire questa nostra richiesta - ha commentato il presidente Cirio -. Lo ringrazio perché è stato un incontro caratterizzato da pragmatismo e concretezza, gli elementi necessari a dare una svolta. Apprezziamo la semplificazione che è stata avviata con il nuovo modulo per il consenso informato, ridotto a due pagine, un impegno sul quale è importante insistere. Abbiamo anche illustrato al generale il lavoro impostato con il sistema sanitario privato che ci consentirà di ampliare i 137 punti vaccinali pubblici con altri 55 centri vaccinali privati, oltre alla sinergia con le farmacie e gli oltre 820 medici di famiglia per la somministrazione dei vaccini presso i loro studi. Dall’8 aprile daremo il via anche alle preadesioni della fascia 60-69 anni. Abbiamo chiesto inoltre di poter vaccinare i nostri maturandi, per consentire un loro ritorno in classe almeno in questo momento così delicato del loro percorso scolastico. Parliamo di 35mila vaccini che saremmo in grado di somministrare subito e su questa possibilità il generale Figliuolo si confronterà con il presidente Draghi. Il Piemonte sta ben operando ed è una delle grandi regioni con le performance migliori, ma abbiamo bisogno di certezze".

Il generale Figliuolo ha sottolineato l’importanza degli approvvigionamenti con cui si concluderà il primo trimestre, pari a circa 2,8 milioni di dosi a livello nazionale, che sono preludio degli 8 milioni di vaccini in arrivo nel mese di aprile per l’Italia. L’incontro è stato anche l’occasione per programmare una visita in Piemonte del generale Figliuolo subito dopo Pasqua, tra il 12 e il 18 aprile.

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