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Coronavirus, zona arancione: le regole aggiornate valide fino al 30 aprile

Le norme da seguire per spostamenti, visite ai congiunti, sport, passeggiate, scuola e seconde case

Foto di repertorio

Dalla prossima settimana il Piemonte torna in zona arancione, dopo quattro settimane di area rossa. 

In zona arancione, secondo quanto riportato dalle Faq sul sito del Governo, riaprono quindi le attività commerciali, compresi parrucchieri ed estetisti, mentre tornano in classe anche gli studenti di seconda e terza media e delle scuole superiori. Torna anche la possibilità di spostarsi all'interno del proprio comune (o nel raggio di 30 km per i comuni più piccoli) senza autocertificazione. In Piemonte, inoltre, oltre alle regole previste a livello nazionale, sono state introdotte alcune ulteriori limitazioni per "rafforzare" la zona arancione.

Piemonte arancione "rinforzato": cosa cambia per supermercati e parchi

Dal 6 marzo in tutta la regione l’accesso alle attività commerciali al dettaglio, "al fine di limitare al massimo la concentrazione di persone", è consentito ad un solo componente per nucleo familiare (ad eccezione della necessità di recare con sé minori, disabili o anziani). Quindi niente spesa o shopping con tutta la famiglia: una sola persona potrà entrare nei negozi, anche alimentari.

Dal 9 marzo, invece, in tutto il Piemonte non è consentito l'accesso alle aree attrezzate per gioco e sport (come ad esempio aree con scivoli ed altalene, campi di basket, aree skate), in aree pubbliche e all’interno di parchi e giardini pubblici (fatta salva la facoltà dei sindaci di assumere differenti regolamentazioni nel rispetto delle misure di prevenzione). Niente parchi gioco quindi per i bambini o partite nei campetti pubblici.

La validità delle disposizioni è stata prorogata, con una nuova ordinanza regionale, fino al 30 aprile.

La scuola: rientrano in classe gli studenti di medie e superiori

In zona arancione, dal 7 al 30 aprile, è assicurato in presenza lo svolgimento:

  • dei servizi educativi per l'infanzia (nidi e micronidi, sezioni primavera e servizi integrativi quali spazi gioco, centri per bambini e famiglie, servizi educativi in contesto domiciliare comunque denominati e gestiti);
  • dell’attività scolastica e didattica della scuola dell'infanzia (materna);
  • dell’attività scolastica e didattica della scuola primaria (elementari);
  • dell’attività scolastica e didattica della scuola secondaria di primo grado (scuole medie).

"Nello stesso periodo - si legge nelle Fag del Governo - le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado (licei, istituti tecnici etc.) garantiscono l’attività didattica in presenza ad almeno il 50%, e fino a un massimo del 75%, della popolazione studentesca, mentre la restante parte si avvale della didattica a distanza. Resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento telematico con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata".

Spostamenti nel comune

In zona arancione è consentito lo spostamento all'interno del proprio comune. É possibile quindi muoversi liberamente e senza autocertificazione, sempre restando nei confini del comune in cui si vive e rispettando il coprifuoco, che per le zone arancioni rimane valido dalle 22 alle 5: per uscire dal comune è necessario autocertificare che si tratta di motivi di lavoro, salute o necessità.  

Chi abita in comuni con meno di 5mila abitanti potrà comunque spostarsi per un raggio di 30km al di fuori del proprio comune, ma non potrà raggiungere le città capoluogo di provincia.

Le visite ad amici e parenti

In area arancione, tra le 5 e le 22, è possibile spostarsi liberamente all’interno del proprio comune, quindi anche fare visita a parenti o amici nello stesso comune (sempre in numero massimo di due adulti più eventuali figli con meno di 14 anni) o nel raggio di 30km per chi abita in comuni con meno di 5mila abitanti. 

Negozi aperti, ristoranti chiusi

Rimangono invece chiusi al pubblico in zona arancione bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, che possono però continuare a effettuare esclusivamente servizi d'asporto (fino alle 18 per i bar e fino alle 22 per i ristoranti) e a domicilio. Rimane, di conseguenza, anche il divieto di consumare cibo e bevande nelle adiacenze dei locali.

"In quest'area - si legge nelle Faq del Governo - è sempre vietato consumare cibi e bevande all’interno dei ristoranti e delle altre attività di ristorazione (compresi bar, pasticcerie, gelaterie etc.) e nelle loro adiacenze. Dalle 5 alle 22 è consentita la vendita con asporto di cibi e bevande, come segue: dalle 5 alle 18 senza restrizioni; dalle 18 alle 22 è vietata ai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina (e altri esercizi simili - codice Ateco 56.3). La consegna a domicilio è consentita senza limiti di orario, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti.
È consentita, senza limiti di orario, anche la consumazione di cibi e bevande all’interno degli alberghi e delle altre attività ricettive, per i soli clienti ivi alloggiati".

A poter restare aperti in area arancione sono invece i negozi di tutti i tipi: nelle Faq sul sito del Governo si legge infatti che "non sono previste limitazioni alle categorie di beni vendibili. Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all'interno dei centri commerciali e dei mercati, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole".

La spesa in un altro comune

Resta valida la possibilità di fare la spesa in un altro comune "laddove il proprio comune non disponga di punti vendita o nel caso in cui un comune contiguo al proprio presenti una disponibilità, anche in termini di maggiore convenienza economica, di punti vendita necessari alle proprie esigenze, lo spostamento è consentito, entro tali limiti, che dovranno essere autocertificati", si legge nelle Faq del Governo.

Sport, passeggiate e parchi

In zona arancione è possibile praticare attività sportiva o motoria all'interno del proprio comune. Inoltre, è specificato nella Faq del Governo, "è possibile recarsi in un altro Comune, dalle 5 alle 22, per fare attività sportiva solo qualora questa non sia disponibile nel proprio Comune (per esempio, nel caso in cui non ci siano campi da tennis), purché si trovi nella stessa regione. Inoltre è possibile, nello svolgimento di un’attività sportiva che comporti uno spostamento (per esempio la corsa o la bicicletta), entrare in un altro Comune, purché tale spostamento resti funzionale unicamente all’attività sportiva stessa e la destinazione finale coincida con il Comune di partenza. Per i comuni con popolazione non superiore a 5mila abitanti è equiparata al territorio comunale la fascia territoriale circostante, fino a una distanza di 30 km dai relativi confini. Durante lo svolgimento dell’attività sportiva, è sempre necessario mantenere la distanza di almeno 2 metri dalle altre persone".

Piscine e palestre invece rimangono chiuse, mentre restano aperti i centri sportivi "per svolgere esclusivamente all'aperto l’attività sportiva di base, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall'Ufficio per lo sport" e senza utilizzare gli spogliatoi. 

Musei, teatri e luoghi della cultura ancora chiusi

In zona arancione cinema, teatri e musei restano chiusi: "Il servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura (di cui all'articolo 101 del Codice dei beni culturali e del paesaggio) è sospeso, ad eccezione delle biblioteche dove i relativi servizi sono offerti su prenotazione e degli archivi, fermo restando il rispetto delle misure di contenimento dell'emergenza epidemica", si legge nelle Faq sul sito web del Governo.

Spostamenti e seconde case

In zona arancione è sempre possibile raggiungere le seconde case anche in Piemonte: la Regione non ha infatti posto vincoli specifici, quindi valgono le regole già valide a livello nazionale in area arancione. 

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