Novara, due macchinari ad alta tecnologia arrivano al Maggiore grazie alle donazioni

I fondi raccolti grazie alla Fondazione "Franca Capurro per Novara" e alle donazioni dei novaresi raccolte con il crowdfunding

Sono in funzione, nel reparto di Anestesia e rianimazione 1 dell’Aou di Novara, diretto dal prof. Francesco Della Corte, altre due apparecchiature di alta tecnologia donate grazie ai fondi raccolti attraverso la campagna "NOVARA EMERGENZA CORONAVIRUS". Sono un “Draeger Medical PulmoVista 500” (il primo tomografo ad impedenza elettrica disponibile sul mercato in grado di visualizzare al posto letto, in maniera non invasiva, continua e in tempo reale la distribuzione regionale della ventilazione) e un elettroencefalografo di ultima generazione (l’unico sistema completo per il monitoraggio neurofisiologico multimodale che permette infatti di registrare l’elettroencefalogramma assieme a tutti i parametri fisiologici provenienti dagli altri sistemi presenti in terapia intensiva).

«Si tratta di apparecchiatura di grande importanza – afferma il prof. Della Corte – che ci offrono la possibilità di rispondere ancora meglio alle problematiche dei pazienti». «La scelta è caduta su strumentazioni che hanno una valenza fondamentale per questa  emergenza – dichiara il direttore generale dell’Aou, il dott. Mario Minola – ma che sono di grande utilità per l’attività dell’azienda ospedaliero-universitaria di Novara che si occupa di patologie di elevata complessità».

Ad inizio marzo, dopo un incontro della fundraiser Giulia Dalloni e Filippo Arrigoni con la direzione dell’Aou di Novara per valutare le esigenze dell'ospedale per affrontare l'emergenza coronavirus, è stato creato un conto corrente dedicato dalla Fondazione "Franca Capurro per Novara" su cui sono state convogliate tutte le donazioni di privati, aziende e associazioni che hanno voluto sostenere l'ospedale durante l'emergenza. Immediatamente è nata l'idea di facilitare la donazione, con l'intenzione di rendere virale la raccolta fondi: proprio per questo Gabriele Mantica con la sorella Claudia, Giulia Dalloni e Carlotta Campanini con la sorella Rachele hanno attivato la campagna crowdfunding online su gofundme.com. Grazie alla solidarietà e generosità di tutti i novaresi (e non solo), il primo obiettivo di 100.000 euro è stato raggiunto grazie alle donazioni online in appena 24 ore e pertanto si è proseguita la raccolta. La sinergia fra Fondazione Capurro e il crowdfunding "Emergenza Coronavirus AOU Maggiore della Carità" dei giovani novaresi ha portato a risultati sensazionali: in appena 15 giorni è stato raccolto mezzo milione di euro: circa 280.000 euro tramite la piattaforma gofundme.com con quasi 6 mila donazioni online e circa 220.000 euro tramite bonifici bancari inviati al conto corrente dedicato della Fondazione Franca Capurro.

«Siamo felici della generosità dimostrata da tutti i donatori e di tutte le iniziative spontanee di imprese e commercianti nate in sostegno della nostra raccolta: in un momento di grande emergenza, la comunità ha saputo stringersi, sostenendo l'Ospedale per la lotta al coronavirus. Vogliamo ringraziare tutti i medici che sono stati in prima linea e tutti i 6000 donatori che ci hanno accompagnato in questa avventura. Ci teniamo a ringraziare anche Filippo Arrigoni per il costante impegno e supporto, nonché tutti gli enti, fondazioni ed Istituzioni del territorio che hanno creato una grande rete di solidarietà insieme a noi. Sulla piattaforma gofundme.com sono elencati tutti i materiali acquistati sia per l'Ospedale sia per i medici di medicina generale e pediatri di libera scelta del territorio novarese.» dicono Giulia Dalloni, Carlotta e Rachele Campanini e Gabriele e Claudia Mantica.

«Sono veramente orgoglioso di avere raggiunto, grazie all’aiuto di Giulia, Carlotta, Gabriele, Claudia e Rachele, un risultato così importante per il sistema sanitario territoriale - dichiara il presidente della Fondazione “Franca Capurro per Novara”, Filippo Arrigoni - Abbiamo instaurato  una collaborazione quotidiana con la direzione dell’Aou e con i direttori di tutte le specialità coinvolte nell’epidemia che ha consentito, attraverso l’acquisto diretto di strumentazione di altissimo livello e molto difficile da reperire in quel periodo, di far fronte alle mutevoli necessità che si presentavano di giorno in giorno in un momento così difficile per la nostra comunità. Siamo partiti con lo slogan “Novara fa squadra” e penso che mai come in questa situazione si possa affermare che la città, grazie all’azione congiunta del ì sindaco, degli operatori sanitari, di tutte le rappresentanze territoriali come Confindustria Novara Vercelli Valsesia, la Fondazione Bpn, la Fondazione Comunità Novarese e la Fondazione DeAgostini e l’Università del Piemonte orientale, abbia risposto in modo così efficace e significativo a una epidemia alla quale nessuno era preparato».

La prima donazione è stata l’acquisto di un’Ecmo (apparecchio per l’ossigenazione extracorporea a membrana) e poi via via sono stati donati quattro ventilatori polmonari, due respiratori portatili, tre monitor multiparametrici, un lettore encefalogramma, ottocento reagenti per tamponi, diciassette sistemi di umidificazione con ossigenoterapia ad alto flusso, due fibrobroncoscopi ed oltre 10.000 DPI

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