Salute

Crescono le donazioni e i trapianti di organi in Piemonte

Nel 2020 nella nostra regione numeri in controtendenza rispetto all'Italia e nonostante la pandemia

Foto di repertorio

Nel 2020 la pandemia da Sars-CoV-2 ha inevitabilmente determinato in Italia una contrazione delle donazioni e di conseguenza dei trapianti eseguiti. Il Piemonte - che da sempre si colloca su performance nettamente superiori alla media nazionale - ha registrato un risultato in controtendenza, riuscendo a incrementare il numero dei donatori di organi e il numero dei trapianti eseguiti rispetto al 2019.

"Il Piemonte continua ad essere il riferimento nazionale per le attività di donazione e trapianto di organi - ha commentato Cirio - un risultato ormai consolidato che ci stimola ad aumentare il nostro impegno su questo fronte. Un ringraziamento doveroso a tutti i professionisti responsabili dei programmi di donazione e trapianto e alle loro equipe per il lavoro che svolgono. Un doveroso ringraziamento alle associazioni impegnate nella donazione e nei trapianti. Un grazie anche ai donatori e alle loro famiglie che con generosità consentono di salvare tante vite umane".

"In una situazione di grande emergenza legata al Covid-19, il Sistema sanitario regionale ha dato prova di capacità e generosità davvero straordinarie - ha sottolineato l'assessore Icardi - non solo per arginare l’infezione da coronavirus, ma anche per affrontare tutte le altre emergenze quotidiane, a cominciare dai trapianti. Questo grazie all’impegno di tutto il personale, non solo di chi esegue i trapianti e degli ospedali dove questi si realizzano, ma soprattutto della Rete delle terapie intensive che sono riuscite a segnalare i potenziali donatori di organo deceduti nelle rianimazioni della regione, consentendo la continuazione dell’attività di trapianto".

I numeri delle donazioni del 2020

La gestione della pandemia ha imposto di dirottare la maggior parte delle risorse professionali e strutturali ai malati Covid, riducendo il personale necessario e i letti disponibili per le procedure di donazione. Contemporaneamente i timori per il futuro e l’isolamento forzato hanno generato nei cittadini un sentimento di sfiducia. Nonostante questa complessa situazione, nel 2020 i donatori di organi in Piemonte sono aumentati rispetto al 2019, a testimonianza di una consolidata propensione alla donazione della popolazione e di una costante attenzione del personale sanitario. Nel 2020 i donatori sono stati 147 (32,8 per milione di popolazione - pmp), il secondo miglior risultato degli ultimi dieci anni e in aumento del 7,3% rispetto al 2019, quando  i donatori sono stati 137 (30.4 pmp). Questo risultato è in controtendenza rispetto all'Italia, che, pur contenendo il calo delle donazioni meglio degli altri paesi europei, è passata da 22.8 donatori pmp del 2019 a 20.5 pmp del 2020.
 
Sono inoltre cresciuti i programmi di donazione di organi da soggetto con cuore fermo (Dcd): sono tre le Aziende (Asl Città di Torino, Aou Città della Salute e della Scienza di Torino, Ao SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria) capaci di gestire questa forma di donazione molto complessa per tecnica e organizzazione, che permette di aumentare il numero degli organi disponibili per i trapianti. I donatori sono passati da 4 nel 2019 a 16 nel 2020. Le opposizioni alla donazione si sono mantenute al di sotto della media nazionale, attestandosi al 26,5%, secondo miglior risultato degli ultimi dieci anni.

I numeri dei trapianti del 2020

Sono stati trapiantati 460 organi: 247 reni, 158 fegati, 26 cuori, 22 polmoni e 7 pancreas, alcune volte assieme, per un totale di 443 interventi di trapianto (rispetto ai 419 eseguiti nel 2019, +6%). Di questi interventi, 47 trapianti (e solo di rene) sono stati effettuati nell’ospedale di Novara, gli altri 396 nella Città della Salute e della Scienza di Torino (388 alle Molinette e 8 all’ospedale pediatrico), che si conferma l’ospedale al vertice di questa attività in Italia.

Trapianti da donatori positivi per Sars-CoV-2 in riceventi anch’essi positivi

Il Piemonte è stato in Italia la regione guida nel 2020 per l’utilizzo di donatori positivi al coronavirus, a favore di pazienti con positività pregressa o in atto per lo stesso virus. Sono stati così effettuati 5 trapianti di fegato a Torino. Questa opzione, prevista da una apposita procedura dal Centro nazionale trapianti, ha reso evidente l’alta professionalità della rete regionale nel rendere possibile la donazione, il prelievo degli organi, il trapianto e la gestione di questi malati così particolari.

Trapianti da donatore vivente

La donazione da vivente, non rivestendo caratteristiche di urgenza, ha risentito delle restrizioni imposte dalla pandemia nei momenti di maggiore diffusione. Nel 2020 i trapianti di rene da donatore vivente sono calati in tutt’Italia, in Piemonte sono stati 35, e di questi 25 alle Molinette (9% in più rispetto al 2019 e unico centro in Italia a incrementare questa attività). Uno di questi trapianti è avvenuto, per la prima volta per la nostra regione, nell’ambito di una catena di donazioni da vivente innescata da un donatore deceduto proveniente dal Piemonte (programma nazionale Dec-K). Quasi 2000 piemontesi, giovanissimi, si sono poi messi a disposizione nel 2020 per donare le loro cellule staminali emopoietiche o Cse (midollo osseo). Oggi in Piemonte sono più di 56mila.

Piemonte regione guida in Italia, anche per l’impegno organizzativo e scientifico

Il Piemonte si è distinto non solo per i volumi di attività dei trapianti, ma anche in relazione ad altri aspetti. Ha contribuito a realizzare protocolli e linee guida nazionali, come nuovi programmi di allocazione degli organi o il registro della malattia renale cronica. Si pone come riferimento per la diagnosi di malattie genetiche suscettibili di trapianto. Infine, ha contribuito in maniera rilevante alle conoscenze scientifiche proprio in relazione all’impatto che il Covid-19 ha avuto nei trapianti: sono alcune decine gli studi pubblicati sulle riviste scientifiche internazionali dalla rete trapiantologica piemontese.

Trapianti in crescita ma non ancora in numero sufficiente per rispondere alle necessità

Pur con questa tendenza positiva, sono ancora molti i riceventi che attendono un organo nelle liste piemontesi: al 31 dicembre del 2020 c’erano 721 candidati in attesa di trapianto di rene, 101 di fegato, 74 di cuore, 75 di polmone.
 

 

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