I rischi della sedentarietà

La sedentarietà è una delle condizioni più gravi e nel contempo prevenibili dei nostri tempi. Ecco rischi e conseguenze derivati dalla mancanza di movimento

"Sedentario" è un termine medico usato per descrivere uno stile di vita con una mancanza di moto e esercizio fisico.

Una regolare attività fisica, anche moderata, contribuisce a migliorare la qualità della vita in quanto è associata positivamente sia allo stato di salute sia al grado di soddisfazione degli interessi personali e allo sviluppo delle potenzialità e dei rapporti sociali e aiuta a prevenire e ad alleviare molte delle patologie croniche. L’esercizio fisico, infatti, riduce la pressione arteriosa, controlla il livello di glicemia, modula positivamente il colesterolo nel sangue, aiuta il benessere psichico, aiuta a prevenire le malattie metaboliche, cardiovascolari, neoplastiche, le artrosi, riduce il tessuto adiposo in eccesso.

Al contrario, trascorrere la maggior parte della giornata seduti, mette a rischio la salute del cuore. È quanto emerge da uno studio condotto dall’UT Southwestern Medical Center che ha analizzato l’associazione tra i livelli di forma fisica, l’esercizio fisico quotidiano e i comportamenti sedentari in oltre 2mila partecipanti allo studio NHANES (National Health and Nutrition Examination Survey).

Dalla ricerca è emerso che la quantità totale giornaliera di attività sedentarie ha effetti sulla salute cardiocircolatoria indipendentemente dalla quantità di esercizio fisico svolto. È per questo che diventano fondamentali alcuni piccoli gesti che spezzano la sedentarietà con effetti positivi sulla nostra salute come ad esempio salire e scendere le scale a piedi e non con l’ascensore, approfittare della pausa pranzo per fare una passeggiata o stare in piedi sui mezzi pubblici se abbiamo trascorso seduti la restante parte della giornata.

Ma non solo: rimanere seduti a lungo ha effetti negativi anche sulla colonna vertebrale e danneggia il cervello.

Come spiega Renaud Scholzen, fisioterapista belga, andrebbe studiata la correlazione tra la minore mobilità delle persone e la diffusione della malattia di Alzheimer. Senza contare che la lordosi della colonna cervicale determina una scarsa irrorazione sanguigna del cervello modificando la temperatura ideale del sangue incaricato di “raffreddarlo".

È per questo motivo che il fisioterapista da tempo porta avanti una vera e propria crociata contro l’eccessivo tempo trascorso seduti che, come egli stesso sostiene, provoca danni che in Europa portano a 1milione e 200mila morti all’anno.

QUALCHE IDEA PER RIMETTERSI IN MOVIMENTO

Oltre che svolgere attività fisica costante, per rimediare alla sedentarietà bisognerebbe studiare soluzioni alternative, da mettere in atto anche mentre si lavora, come programmare pause di 3 minuti ogni mezz’ora e riunioni all’aperto, nel bel mezzo di una passeggiata. Tuttavia, chi lavora in ufficio sa che si tratta di tattiche un po’ complicate da attuare nella realtà, ecco perché, fuori dal lavoro, diventa ancor più importante sfruttare tutte le occasioni a nostra disposizione per fare attività fisica, concedendoci durante la settimana una pedalata, una camminata, qualche esercizio casalingo.

Svolgere attività fisica in maniera regolare, in conclusione, è una delle tre regole d’oro del vivere sano, insieme alla cura dell’alimentazione e all’abitudine a sottoporsi a controlli ed esami medici periodici.

  

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