Coronavirus, al via l'indagine di sieroprevalenza in Italia: in Piemonte interessati oltre 8mila cittadini

Sono 117 i comuni piemontesi coinvolti nell'indagine, 11 nel novarese e 6 nel Vco. L'biettivo è capire quante persone hanno sviluppato gli anticorpi al coronavirus, anche in assenza di sintomi

Foto di repertorio

Sono 8099 i piemontesi che, a partire da domani, mercoledì 27 maggio, si sottoporranno all’indagine sulla sieroprevalenza dell’infezione da virus Sars-Cov2, promossa dal Ministero della Salute in collaborazione con l’Istat: in totale il campione, su scala nazionale, è di 150mila persone, scelte in modo casuale.

Sul territorio regionale l'indagine coinvolge 117 comuni, di cui 11 nel novarese (per un totale di 687 persone) e 6 nel Vco (292 persone). In provincia di Novara i comuni coinvolti sono Borgomanero, Cameri, Cerano, Galliate, Novara, Sizzano, Trecate, Gattico-Veruno, Cureggio, Pella e San Maurizio d'Opaglio; mentre in provincia di Verbania Arizzano, Baveno, Domodossola, Omegna, Verbania e Bognanco.

Obiettivo dell’indagine è quello di capire quante persone hanno sviluppato gli anticorpi al coronavirus, anche in assenza di sintomi. Attraverso l’indagine si otterranno informazioni necessarie per stimare le dimensioni e l’estensione dell’infezione nella popolazione e descriverne la frequenza in relazione ad alcuni fattori quali il sesso, l’età, la regione di appartenenza, l’attività economica.

Dalla Regione spiegano infatti che ad oggi la sorveglianza del Sars-Cov-2, basata sull’impiego dei tamponi naso-faringei, si è concentrata principalmente su pazienti sintomatici, sospetti o contatti ad alto rischio di casi confermati in gruppi di popolazione specifici. Rimane perciò di difficile valutazione la frazione di infezioni paucisintomatiche o asintomatiche che non richiedono assistenza medica; inoltre, il ruolo delle infezioni asintomatiche o sub-cliniche nella trasmissione da persona a persona di Covid-19 non è ancora ben compreso e non è ancora chiaro se soggetti asintomatici possano essere in grado di contagiare altri individui e quando nel decorso subclinico della malattia.

Per questo motivo per la comprensione della diffusione dell’infezione virale e per determinarne la vera prevalenza sono necessari estesi test sierologici; è da sottolineare, fanno sapere dalla Regione, che la sola presenza di anticorpi nel sangue non si traduce necessariamente in immunità, poiché non tutti gli anticorpi sono in grado di neutralizzare il virus. E' però fondamentale dimostrare per quanto tempo gli anticorpi persistono dopo l'infezione, sia nei casi lievi che gravi di Covid-19; al momento non è chiaro per quanto tempo rimangano anticorpi contro Sars-Cov-2 nel siero, anche se studi preliminari suggeriscono che potrebbero durare 49 giorni o più.

Questa indagine di siero-prevalenza è promossa dal Ministero della Salute e dall’Istat, e realizzata in collaborazione con le Regioni, le Province autonome e la Croce rossa italiana, con il coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta.

Come si svolge l'indagine

Un servizio di call center con personale della Croce rossa italiana adeguatamente formato contatterà i soggetti campionati, fornirà una sintetica illustrazione delle finalità del progetto, verificando la disponibilità all’effettuazione del prelievo di sangue venoso e assegnerà il relativo appuntamento per il prelievo presso i punti prelievo individuati in Piemonte. La Cri si occuperà esclusivamente di effettuare i prelievi domiciliari.

Al momento dell’effettuazione del prelievo alle persone campionate verrà richiesto di leggere attentamente e sottoscrivere un modulo di consenso informato al trattamento sanitario che sarà controfirmato dal personale sanitario, raccolto e conservato presso le unità di prelievo. I campioni di sangue saranno successivamente processati dai 4 laboratori regionali individuati per l’indagine.

Se il test sierologico risulterà positivo, cioè rileverà la presenza di anticorpi specifici, il risultato verrà notificato immediatamente al medico di medicina generale/pediatra di libera scelta e all'azienda sanitaria competente che provvederà al temporaneo isolamento domiciliare e a effettuare un tampone nasofaringeo. In caso di positività al tampone, il soggetto verrà preso in carico come caso confermato e continuerà l’isolamento; in caso contrario non vi sarà necessità di prolungare ulteriormente l’isolamento domiciliare.

L’intervento dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta risulta cruciale, spiegano dalla Regione, perchè dovranno sostenere l’importanza dell’indagine per la collettività, tramite una adeguata informazione e sensibilizzazione dei soggetti campionati. Verrà loro fornito l’elenco nominativo dei soggetti selezionati affinché informino i propri assistiti rientranti nel campione dell’indagine in corso e dell’importanza di partecipare.

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